Explosione sul tetto di un hotel a granada: 40 ospiti evacuati e un ferito

Un boato a mezzogiorno ha squarciato la quietua della Costa Tropical. Sul tetto dell'hotel Olas di Almuñécar, una bomba di gas ha fatto esplodere la caldaia, scaraventando pietre e lamiera fino al vicolo del Silenzio. Un operafo del camion cisterna giace a terra con la testa spaccata: è l'unico ferito grave, trasportato d'urgenza all'ospedale Santa Ana di Motril. Tutti gli altri, clienti e dipendenti, sono usciti vivi dalle scale antincendio coperti di polvere e lacrime.

60% Di occupazione, zero morti: il miracolo di pasqua

La struttura, al 60% della sua capacità in piena Settimana Santa, ha visto crollare il muro est della quinta piano. Nessuna stanza era occupata proprio lì, in quell'angolo che ora è un buco nero sul fronte dell'Europa. L'ondata d'urto ha sfondato finestre fino a 150 metri di distanza, ma non ha trovato corpi da colpire. Il sindaco Juan José Ruiz Joya parla di «quasi un miracolo» e blinda il centro storico: via del Silenzio e avenida de Europa restano chiuse, il traffico deviato sul lungomare.

I vigili del fuoco di Almuñécar hanno domato le fiamme in meno di un'ora, ma due di loro sono finiti sotto ossigeno per intossicazione da fumo. La colonna nera, visibile da Salobreña, ha richiamato curiosi e telefonini in verticale. Tra loro, turisti tedeschi con il costume ancora umido che chiedono in un italiano stentato: «Dove dormiamo stanotte?» Il Comune ha requisito camere in altri alberghi, ma la saturazione pasquale trasforma ogni sistemazione in una trattativa: famiglie sparpagliate, cani al guinzaglio e valigie tirate per le strade di ciottoli.

Tedax sul luogo: la pista è l

Tedax sul luogo: la pista è l'errore umano, non il sabotaggio

Sul tetto, intanto, arriva la squadra Tedax-NRBQ della Guardia Civil. Non c'è traccia di esplosivo di guerra, solo il residuo di un innesco troppo rapido durante la ricarica del serbatoio. L'indagine, affidata al giudice di instruzione di Granada, oscilla tra mancata manutenzione e sovrappressione accidentale. L'architetto municipale dovrà certificare la statica prima di riaprire: travi deformate, calcinacci penzolanti, l'odore di gas che persiste nelle tubature come un ricordo ambiguo.

Il gestore dell'hotel, una catena locale con quattro strutture sulla costa, ha attivato l'assicurazione ma non ha ancora rilasciato note ufficiali. I 40 ospedi, per ora, pagano la colazione altrove e attendono il responso: rientro tra 48 ore o trasloco forzato per tutta la Pasqua. Intanto, sul lungomare, un ragazzo vende cerveza ambulante e grida: «Explosión gratis con la caña». Qualcuno ride, qualcuno no. La notte cala presto e le luci dell'Olas restano spente, un buio quadrato contro il cielo ancora caldo di marzo.