Fangoria ritorna con la verità incerte: un disco che scava tra realtà e illusioni

Javier Herrero, Madrid – Dopo un decennio di sperimentazioni sonore, Fangoria è tornata con un nuovo album, un’opera che sembra interrogare la stessa definizione di ‘verità’ in un’epoca di disinformazione.

Un’anima travolta tra mito e realtà

Il progetto, guidato da Nacho Canut e Alaska, si presenta come un duello tra ‘verità’ e ‘immaginazione’, un’ambivalenza che riflette la complessità del panorama attuale. Canut, con un’affermazione che stride con la sensibilità del gruppo, mette in discussione la graniticità del concetto di verità, sottolineando la sua intrinseca soggettività.

Ma Fangoria non si limita a ‘pontificare’; il disco, intitolato enigmatico, è un viaggio sonoro che esplora le zone grigie tra percezione e illusione, attraverso testi volutamente vaghi, frutto della consapevolezza di non poter offrire risposte definitive.

La produzione: un tocco francés e un riferimento tecnico

La produzione: un tocco francés e un riferimento tecnico

La produzione, affidata al talentuoso Matt Pop – residente in Francia – introduce un elemento inusuale nel sound di Fangoria: un’influenza techno house, arricchita da echi di Desireless e del ‘Voyage Voyage’ degli anni Ottanta. Un’audacia che sorprende, ma che si rivela vincente, conferendo al disco un’energia contagiosa e un’immediatezza sorprendente.

‘El síndrome de París’, ad esempio, offre uno spaccato amaro sulla delusione che può derivare dall’idealizzazione eccessiva, un tema particolarmente attuale, soprattutto nel contesto turistico.

Musica e riflessioni: un’esperienza multimediale

Il nuovo album di Fangoria non è solo musica; è un’esperienza immersiva che combina elementi visivi e sonori, con 500 ballerini, una gigantesca schermo e una narrazione coinvolgente. Un progetto ambizioso, che testimonia la volontà del gruppo di superare i confini del tradizionale format musicale.

Ma, nonostante l'imponenza della scaletta, Canut scherza: “Non mi piacciono i musical”. Un’affermazione che rivela un’attitudine anticonvenzionale, tipica di un gruppo che ha sempre saputo osare e sperimentare. La prossima tappa sarà Barcelona, per poi solcare l'Italia e persino il festival Low di Torrevieja. Un tour che promette di essere un evento indimenticabile.”