Fisac sbotta: «persa l'occasione della vita, ora è lotta all'ultimo sangue»

Il sangue gli faceva il solletico sotto la pelle, ma Porfirio Fisac non ha tremato. Ha parlato a denti stretti, come un uomo che sa di avere appena sfiorato il colpo da biliardo vincente e ha visto la stecca scivolare via. Burgos-Valencia 78-86, e la ACB diventa un film horror: il San Pablo ha giocato la partita perfetta per 25', poi il terzo quarto lo ha inghiottito.

Quando il tiro si è spento nel canestro

«Abbiamo avuto la palla per scrivere il finale che volevamo. Poi, due triple sbagliate e un pallone perso: è bastato per trasformare la bolgia di San Pablo in una chiesa vuota.» Fisac non usa giri di parole. Sa che il 12-0 di Valencia in quattro minuti non è solo un break: è un tagliando di resa per chi lotta per non retrocedere. «Con il minimo acerto, chiudiamo avanti dieci e giochiamo l'ultimo quarto col coltello fra i denti.»

I numeri? Uno schiaffo: 4/21 da tre nel secondo tempo, 14 rimbalzi offensivi concessi, zero stoppate. «Non serve la tabella Excel per capire dove è finita la partita: è rimasta appesa al ferro, come i nostri tiri.»

Neto trascina la gamba, burgos trascina il cuore

Neto trascina la gamba, burgos trascina il cuore

La preoccupazione vera si chiama Raúl Neto. Il brasiliano, arrivato da NBA come salvatore, ha ginocchio che balla e faccia da chi non ci sta. «È un professionista esemplare, ma il ginocchio non ascolta la tua storia. Domani gli esami diranno se potrà ancora correre per noi o se dovrà guardarci dalla panchina con il cuore che lo supera.»

Senza Neto, il calendario diventa ghigliottina: Baskonia fuori, poi Barça e Canarias. «Cinque finali. Non serve il proiettore, basta lo specchio: se vinciamo, restiamo in A; se perdiamo, ci becchiamo la B come un vestito di cemento.»

Fisac non concede sconti: «Non voglio lacrime, voglio 40 minuti da cani arrabbiati.» Poi esce dalla sala stampa senza guardare indietro, lasciando l'aria della Hispania impregnata di paura e di orgoglio. La permanenza si decide in un paio di possessi: chi sbaglia, affonda. Chi mette, respira. È la leglie del basket, ed è anche la leglie della vita.