Gli airpods tradiscono il ladro: arrestato a valencia in poche ore

Un paio di cuffie wireless ha fatto quello che spesso la fortuna non concede: ha guidato la polizia dritto fino al ladro. Valencia, domenica 28 marzo, ore 15:46. Un gruppo di turisti scopre il finestrino posteriore sinistro della propria auto a noleggio frantumato. All'interno, il vuoto. Otto borse e valigie, un MacBook, due AirPods, una fotocamera Osmo, documenti personali, occhiali da sole e un paio di orecchini d'oro: tutto sparito.

Il segnale che non mente

Ma uno degli AirPods rubati era ancora attivo. E stava trasmettendo la propria posizione in tempo reale. Gli agenti della Polizia Locale di Valencia hanno seguito il dispositivo attraverso le strade della città come se stessero leggendo una mappa in diretta, coordinando più pattuglie in un dispositivo serrato che si è chiuso in calle Bilbao.

Lì, parcheggiata sul ciglio della strada, c'era un'auto sospetta. Un uomo vi si è avvicinato e ci è salito. Identificazione, ispezione del veicolo, apertura del bagagliaio. Dentro, tutto il materiale sottratto ai turisti, integro e riconoscibile.

La tecnologia come testimone silenziosa

La tecnologia come testimone silenziosa

C'è qualcosa di quasi beffardo in questa storia. Il ladro aveva scelto bene il bersaglio, un'auto a noleggio nella zona marittima della città, stranieri probabilmente ignari dei rischi locali, oggetti di valore lasciati in bella vista o comunque facilmente intuibili. Un colpo rapido, una fuga pianificata. Quello che non aveva calcolato è che uno dei dispositivi che aveva appena rubato stava raccontando ogni suo passo alla polizia.

L'uomo è stato arrestato sul posto con l'accusa di furto con scasso all'interno di veicolo e trasferito in caserma per essere messo a disposizione dell'autorità giudiziaria. La totalità degli oggetti è stata recuperata e riconsegnata alle vittime.

La morale, se vogliamo chiamarla così, è scomoda per chi ruba nell'era connessa: i tuoi obiettivi possono parlarti contro. E spesso lo fanno.