Haiti, 30 morti in un giorno: la gang gran grif brucia vivi due familiari

Duecento colpi di kalashnikov e il paese che diventa un forno. A Jean-Denis, nella valle dell’Artibonite, la notte tra domenica e lunedì è durata il tempo di un rasoio: trenta corpi stesi per terra, cinque appartenenti alla stessa famiglia, due carbonizzati dentro le loro case. A firmare la strage è ancora una volta Gran Grif, la banda che ormai disegna i confini di Haiti con il sangue.

Il copione si ripete: arrivano, uccidono, partono

La portavoce della Commissione di Dialogo, Bertide Horace, ha raccontato l’assalto in diretta Facebook, la voce spezzata dal tuono di fondo dei fucili. «Sono entrati all’alba, sparando in aria per far uscire la gente. Chi ha provato a scappare è stato colpito alle gambe, poi nella nuca.» Lo scenario è quello di un western senza sceriffi: case in fiamme, negozi saccheggiati, bestiame abbattuto al centro della strada. I superstiti raccontano di un odore di carne bruciata che si è attaccato agli alberi di mango.

La gang voleva il controllo del mercato di riso che serve mezza Haiti. Per anni ha fatto affari con i camion che partono verso Port-au-Prince. Adesso ha deciso di non pagare più il pedaggio ai gruppi rivali. Il metodo è sempre lo stesso: sparare prima, negoziare dopo.

Autodifesa e polizia fantasma

Autodifesa e polizia fantasma

Quando i killer sono arrivati, i residenti hanno reagito con coltelli da machete e fucili da caccia. Per tre ore è sembrato un pareggio. Poi è finita la munizione dei civili. «La polizia è arrivata quando già si contavano i morti», accusa KILBA, il comitato di autodifesa locale. Gli agenti hanno trovato solo fango e silenzio. Nessun arresto, nemmeno un ferito tra i aggressori.

Il bilancio è un bollettino di guerra in un paese che non ha mai firmato la pace: 30 morti, 12 feriti gravi, 45 case date alle fiamme. Due bambini di sei e otto anni sono tra i dispersi. Nessuno ha ancora aperto un fascicolo. La procura di Gonaïves ha promesso «indagini rapide», ma non ha nemmeno un veicolo per raggiungere la scena del crimine.

Intanto, nel villaggio, le donne raccolgono i resti dei mariti in sacchi di plastica blu. I sacchi pesano meno di un quintale, ma nessuno riesce a sollevarli da solo.