Holan aterra in paraguay: cerro porteño lo prende per inseguire l’olimpia
Ha firmato all’alba di lunedì, si presenta giovedì. Ariel Holan, ex tecnico di Rosario Central, è il nuovo allenatore di Cerro Porteño: 18 mesi di contratto, uno stipendio che oscilla tra i 90 e i 110 mila dollari al mese e un obiettivo chiaro — colmare i sette punti che separano il Ciclón dall’Olimpia capolista nel Clausura.
Il salto da bava a holan: un cambio di dna
Jorge Bava è stato esonerato il 19 marzo dopo la sconfitta casalinga contro Guaraní. In sette giorni la dirigenza ha scelto l’argentino che, a 65 anni, ha già vinto una Copa Sudamericana con l’Independiente nel 2017. Un curriculum che in Paraguay non passa inosservato: due partite di Libertadores in programma entro fine aprile e un campionato che si è trasformato in una corsa a due con l’eterno rivale albirrojo.
Holan non è nuovo alle emergenze. Ha iniziato a 44 anni nel calcio professionistico, dopo un passato da ct della nazionale argentina di hockey su prato. Il salto da campo in erba sintetica a quello in terra battuta gli è valso l’etichetta di “tattico spietato”: pressing alto, uscita dal fondo manovrata, laterali che si trasformano in trequartisti. Un metodo che a Cerro dovrà adattare a un gruppo che ha segnato 23 gol in 13 partite, ma ne ha subiti 11 — il doppio dell’Olimpia.

La sfida libertadores: palmeiras prima, il resto dopo
Il 8 aprile debutto contro lo Sporting Cristal per un posto agli ottavi. Nel gruppo F ci sono anche Palmeiras e Junior Barranquilla, due squadre che sommano 105 milioni di valore di mercato contro i 18 dei paraguaiani. La bolsa di qualificazione vale 3,5 milioni di dollari: un premio che coprirebbe quasi l’intero monte-stipendi della squadra fino a dicembre.
Blas Reguera, presidente del club, ha già avvertito: «Non arrivare almeno agli ottavi sarebbe un fallimento sportivo ed economico». Da qui la scelta di un tecnico che ha già eliminato brasiliani e colombiani nella sua carriera. Holan, però, dovrà fare i conti con una tifoseria che insegue il titolo nazionale dal 2021 e che, in caso di passaggio del turno in Libertadores, rischia di trovarsi a gestire due competizioni con la stessa rosa di 22 titolari.
Il primo test ufficiale sarà proprio la semifinale di Copa Paraguay contro Libertad, in programma il 15 aprile. Un match che, in caso di vittoria, garantirebbe alla squadra un posto in Coppa Libertadores 2025 indipendentemente dal campionato. Una boccata d’ossigeno per un club che, negli ultimi tre anni, ha incassato più di 18 milioni solo da diritti tv e premi continentali, ma che ha visto diluire il suo brand dopo tre finali perse consecutivamente.
Holan ha chiesto subito un rinforzo in mediana: il direttore sportivo è già in Brasile per chiudere il prestito del centrocampista del Fluminense, Matías Martinelli, 23 anni, 1,85 m di altezza e piede mancino naturale. Operazione da 400 mila dollari per sei mesi più opzione a 1,2 milioni. Se dovesse andare in porto, sarebbe il colpo più oneroso della stagione per un club che, negli ultimi due mercati, ha investito meno di 800 mila in totale.
Intanto, la curva La Otra Pasión ha già fatto sapere che presenterà uno striscione di benvenuto al tecnico argentino: «Bienvenido Holan, traición nunca». Un chiaro avvertimento: qui non si perdona chi non lotta fino all’ultimo pallone. Il tecnico lo sa. E, a quanto pare, ha già risposto: «Non sono venuto a fare amicizia, ma a vincere». Se le promesse diventano punti, il ciclo potrebbe iniziare proprio giovedì, quando il Ciclón tornerà ad allenarsi all’alba per non trovarsi più il sole in faccia.