I ragazzi che battono la fed sul tempo: vince il college fed challenge 2025
Una sala gremita, slide piene di grafici e la tensione di chi sa che ogni parola può valere un punto. Il 21 novembre a Washington il sipario è calato sul College Fed Challenge 2025: sul podio c’è Princeton, per la quarta volta in cinque anni. Ma la vera notizia è il tempo che hanno messo tra sé e i banchieri di Federal Reserve: zero.
La simulazione che anticipa le mosse di powell
Per capirci: le squadre undergraduate hanno 20 minuti per interpretare dati sul lavoro, inflazione, tensioni geopolitiche e presentare la propria “fed funds rate” del mese. Poi arrivano le domande dei giudici, ex economisti della Fed che non perdonano un’imprecisione sul core-PCE. Princeton ha chiuso con una proposta di 25 punti base di taglio a dicembre, stessa indicazione arrivata dal Fomc reale il 18 dicembre. «Ci hanno anticipato di tre settimane», ha ammesso un senior advisor della Fed presente in sala.
La gara non è un gioco di ruolo. I vincitori ottengono stage pagati nella banca centrale e un biglietto preferenziale per i master PhD in economia. Il secondo posto è andato a Chicago Booth, terzo MIT. L’italiano in gara, il team dell’Università Bocconi, è arrivato quarto: primo europeo, ma fuori dal podio per un soffio.

Il segreto di princeton? un algoritmo e un professore ex trader
Lo rivela la captain della squadra, Maya Chen, 21 anni, nativa di Seattle: «Abbiamo costruito un modello in Python che aggiorna ogni notte i dati di Now-casting. Poi lo confrontiamo con la memoria del professor Klein, che ha passato 15 anni sul desk FX a New York. Se i due segnali coincidono, andiamo a testa bassa». Risultato: nessun errore nelle serie storiche, zero tentennamenti sotto interrogatorio.
Il Board of Governors ha già chiesto il codice. Non è la prima volta: nel 2022 la Fed ha incorporato parte del lavoro di vincitori passati nel proprio modello FRB/US. Tradotto: le idee nate in aula possono finire nella prossima riunione che decide il costo del denaro di 330 milioni di americani.
Il premio in palio è anche morale. «Quando ti dicono che la tua tesi di macro potrà influenzare la politica reale, smetti di dormire per una settimana», racconta Luca Moretti, unico europeo nel team Bocconi. «Ma poi capisci che la paura è un lusso: hai 20 minuti e un clicker, il resto è sudore».
Il futuro è già nei loro slide
La prossima edizione si sposta a Boston, nel 2026. Intanto i ragazzi di Princeton sono già stati invitati a presentare il lavoro al Jackson Hole Economic Symposium. Un ex vincitore del 2018 oggi è senior economist alla Fed di San Francisco. «È il nostro Champions League», scherza Chen, «solo che qui il trofeo è un contratto, non una coppa». E il contrattino, guarda caso, parte da 110 mila dollari l’anno più bonus. Per chi ha 22 anni e sa leggere il futuro prima di chi lo scrive, non è uno stipendio. È un avviso di arrivo.