Il bonus termico diventa una trappola: multe da 118 euro per chi dimentica di dichiararlo
Altro che regalo di Stato. Il bonus termico che dovrebbe scaldare le case delle famiglie vulnerabili si trasforma in un boomerang fiscale: chi lo riceve e non lo inserisce nel 730 rischia una multa tra 94 e 118 euro, con la sorpresa che arriva per posta mesi dopo.
La denuncia: «una tassa sul disagio»
La Federación Española de Familias Numerosas (FEFN) ha tirato il primo allarme: «È un assurdo pagare per un aiuto che serve a non far tremare i bambini». L’organizzazione stima centinaia di sanzioni già notificate a nuclei con tre o più figli che hanno incassato il bonus senza sospettare l’obbligo di renderlo visibile al fisco. Il problema? Il modello precompilato non lo inserisce automaticamente e nessuna lettera accompagnatoria lo ricorda.
Il bonus, erogato dalle comunità autonome in un’unica soluzione da 139 a 400 euro, nasce per coprire le bollette di riscaldamento. Ma una volta entrato nel reddito dichiarato, l’Agenzia Tributaria lo rivaluta come «prestazione soggetta a tassazione». Risultato: chi ha giocato d’anticipo ricevendo l’importo a dicembre si trova ora a doverne rendere conto nella campagna che parte l’8 aprile.

283.000 Beneficiari non erano poveri
A rendere il pastrocchio ancora più acre ci pensa Fedea: il 56% delle famiglie numerose che hanno ricevuto il bonus non rientra tra i vulnerabili. Tradotto: mezzo milione di nuclei ha incassato il sussidio pur avendo redditi superiori alla soglia prevista. Tra questi, la ministra della Sanità Mónica García e il vicepresidente di Madrid Enrique Ossorio, entrambi con stipendi da oltre 100.000 euro. Il sistema, automatico per chi ha più di tre figli, non filtra il reddito: basta il certificato di famiglia numerosa e il bonifico scatta.
La FEFN non ci sta: «Non è un reddito, è una misura di protezione sociale. Pretendiamo che venga esentato da imposte e dal 730». La richiesta è già sul tavolo del neo-ministro dell’Economia Arcadi España, appena insediato. Intanto, però, le famiglie devono dichiarare l’aiuto o accettare la sanzione.

Il trucco per non pagare
L’unico modo per evitare la multa è inserire l’importo nella casella 002 del modello, indicandolo come «prestazione sociale non esente». Una procedura che molti ignora perché il foglio informativo allegato al pagamento è spesso una fotocopia illeggibile. Le comunità autonome non hanno uniformato le istruzioni: in Andalusia il codice è indicato, in Castilla y León no. Così chi si affida al passaparola resta fuori dai tempi.
Il ministero promette una circolare chiarificatrice «a breve», ma il «brevi» dell’amministrazione tributaria può voler dire dopo la scadenza del 30 giugno. Intanto, la FEFN ha pubblicato un vademecum online con gli errori più comuni: primo tra tutti, dimenticare di indicare il bonus se il coniuge lo ha già inserito nel proprio 730 congiunto.
La lezione è brutale: in Spagna anche il calore ha un prezzo, e se non lo controlli tu lo controlla il fisco. Per 283.000 famiglie il bonus è solo uno sconto sulle tasse; per le altre, quasi mezzo milione, è una trappola che si chiude a 118 euro a sorpresa. L’8 aprile, quando si apre la campagna, partirà il conto alla rovescia: dichiarare o pagare. Non esiste terza via.