Il delitto di tlaxcala: un appuntamento, una trappola, due cadaveri

Karina Ruiz e Alexandro Tello sono usciti da Puebla con la macchina piena di regali e la scusa di un compleanno. Il 19 febbraio hanno varcato il confine con Tlaxcala. Non sono mai tornati. Due giorni dopo i loro corpi sono stati trovati nella sierra di Chignahuapan, avvolti in teli di plastica e legati con nastro da cantiere. Nessuno sparo: strangolati, uno alla volta. Il movente? Una fattura non pagata e una tresca mai confessata.

La contabilità che non tornava

Alexandro gestiva la parte «numeri» di un piccolo impero di autotrasporti fondato da Alejandro N., un ex dipendente pubblico diventato imprenditore. Tra i due giravano 3,8 milioni di pesos di fatture gonfiate e tre camion intestati a prestanome. La moglie di Alejandro, Miriam N., faceva da segretaria e da spola tra Puebla e la capitale. A Karina, insegnante di scuola privata, quel doppio libro stava stretto. Ha minacciato di denunciarli.

La prima scintilla.

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L'altro letto

Gli inquirenti hanno ricostruito una chat cancellata ma recuperata: 42 messaggi tra Karina e Miriam, inviati fra gennaio e i primi di febbraio. «Voglio solo te», scriveva Karina. «Finiscila prima di rovinare tutto», rispondeva Miriam. Entrambe erano sposate, entrambe frequentavano il medesimo gruppo di preghione evangelico. Il marito di lei lo scopre, ordina la resa dei conti. «Vieni a Tlaxcala, firmiamo la pace e chiudiamo i conti», propone. Trappola.

Alle 19:17 del 19 febbraio le telecamere C5i li immortalano mentre entrano nel garage di San Sebastián Atlahapa. Escono soltanto i loro telefoni: qualcuno li spegne uno a uno, come candeline.

Cinque arresti, nessun pentito

Cinque arresti, nessun pentito

Il giudice di controllo ha già vincolato a processo Christian N., Hugo N. e un secondo Alejandro N., tutti parenti o prestanome dell'imprenditore. Gli imputati non parlano. Il capo d'imputazione è omicidio qualificato con ragionevole premeditazione: rischiano fino a 50 anni. La procura non esclude nuovi arresti: serve a capire chi ha guidato i corpi fino a Chignahuapan e chi ha comprato la calce usata per disperdere le impronte.

Intanto il Colegio Oriente, dove insegnava Karina, ha organizzato una fiaccolata silenziosa. I genitori chiedono giustizia, ma nessuno chiede i conti pubblici di un'azienda che fatturava con la complicità di burocrati senza stipendio. La cifra parla da sola: 3,8 milioni di pesos, una vita e mezza.