Il governo concede l'indulto alle 'sei di ginevra' e taglia il deficit al 2,39%

Il Consiglio dei Ministri firma due colpi di scena in una mattina: grazia per sei attiviste processate per la sedizione e chiusura del 2025 con il deficit più basso dalla crisi finanziaria. Una mossa politica che mescola giustizia e conti pubblici a otto mesi dalle elezioni.

L'indulto che divide la maggioranza

Le cosiddette ‘Sei di Ginevra’ – attiviste condannate per aver bloccato l’autostrada madrilena nel 2020 – escono dal limbo giudiziario. L’ordine di grazia arriva dopo mesi di trattative sotterranee tra Moncloa e il ministero della Giustizia. Carlos Cuerpo, titolare del Tesoro, ha difeso la scelta: «La pena era sproporzionata rispetto al reato». Arcadi España, vice ministro per la Transizione digitale, ha aggiunto un dettaglio: «Non è un’amnistia, è un atto di clemenza che preserva la fedeltà alla legge». Il Partito Popolare grida allo scandalo: «Sanchez usa il Consiglio come strumento elettorale». Il PSOE replica con una cifra: 42mila firme raccolte in due settimane per chiedere la grazia.

Il deficit crolla, ma la guerra resta aperta

Il deficit crolla, ma la guerra resta aperta

Mentre la sinistra celebra il gesto simbolo, il Tesoro pubblica i conti: deficit al 2,39% del Pil, il valore più basso dal 2007. La destra smonta l’entusiasmo: «È solo effetto inflazione e congelamento di spesa». La verità è più cruda: il calo dipende per metà dalla crescita nominale dell’economia, per metà da tagli lineari non ancora dichiarati. Il debito pubblico, intanto, resta appeso al 100,7% del Pil: il livello minimo post-pandemia, ma ancora 24 punti sopra la media Ue. I mercati premiano lo spread: chiude a 98 punti base, -3 in una seduta. Il ministro Cuerpo sa che il vero test sarà il 2026, quando scadranno gli aiuti energetici e si deciderà se alzare l’Iva.

Il tunnel di ceuta e la nuova frontiera dello stato

La notizia che non fa titolo arriva dal confine africano: il tunnel scoperto a Ceuta non è un semplice passaggio di hashish, è un’arteria da 3 tonnellate al mese gestita dalla stessa rete che rifornisce Marsiglia e Rotterdam. La Guardia Civil ha trovato scale elettriche, linee telefoniche, persino un piccolo ascensore. Il procuratore Javier Gómez descrive l’operazione: «Sembrava la diga del Brennero, solo al contrario». Il traffico vale 180 milioni l’anno: più del budget annuale dell’intera città autonoma. Il governo centrale promette un muro sotterraneo, ma i tecnici ridono: «Per farlo servirebbero 400 milioni, più del doppio del deficit di Ceuta nel 2025».

Il silenzio che pesa sulla moncloa

Alle 14:00, mentre i ministri firmano i decreti, il presidente Sanchez non rilascia dichiarazioni. I fotografi lo immortalano solo per un secondo, accanto alla porta blindata del Consiglio. È l’immagine perfetta di un esecutivo che corre su due binari: il racconto emotivo dell’indulto e la matematica spietata dei conti. Tra otto mesi i cittadini voteranno. Decideranno se perdonare a loro volta, o se mandare tutto in sovraccarico.