Il petroliere fantasma di reynosa: 2,1 milioni di litri rubati in un colpo solo

Reynosa è una città che respira al ritmo dei motori diesel e dei semafori dove i camion si stringono come una colonna di formiche. Qui, domenica scorsa, la Guardia Nacional è entrata in un capannone anonimo e ha trovato l’equivalente di un lago di benzina sottratta a Pemex: 2,1 milioni di litri custoditi in serbatoi artigianali, silenziosi, pronti a finire nel mercato nero del Tamaulipas.

La cifra parla da sola: basterebbe a far funzionare per un anno intero la flotta di autobus di Monterrey. Invece era lì, stipata in 49 “frac tank”, 18 autotanque, sei tractocamiones e un cubitanque che sembrava uscito da un film di cultura sopravvivenza. Il valore commerciale supera i 40 milioni di pesos, ma il danno per l’erario è moltiplicato: ogni litro rubato esclude l’Iva, la special tax e la royalty che alimentano il bilancio federale messicano.

L’anonima chiamata che ha fatto tremare il cartello

È bastata una denuncia scritta su un pezzo di carta, infilata sotto la porta di una stazione della Guardia Nacional, per far partire l’indagine. Gli investigatori hanno incrociato foto satellitari, flussi di traffico e dati di consumo anomalo: il capannone consumava quanto una piccola raffineria, ma non compariva in nessun registro ufficiale. Quando i giudici hanno firmato l’ordinanza di perquisizione, gli agenti si sono trovati davanti a un’officina dell’oro nero: tubature saldate con il cannello, pompe sommerse in vasche di cemento, un laboratorio di chimica per “lavare” il prodotto e togliere i coloranti di sicurezza.

Il metodo è lo stesso che già nel 2023 ha fatto piovere sullo stato di Coahuila un altro bottino: 15 milioni di litri, il più grande sequestro della presidenza di Claudia Sheinbaum. Il nastro di Möbius del contrabbando si ripete: stesso nord, stesse complicità, stessi buchi nella tubazione di Pemex.

Il conto che nessuno paga

Il conto che nessuno paga

Tra il 2019 e il 2024 il “huachicoleo” – il saccheggio delle condotte – è costato alla compagnia statale 75.710 milioni di pesos, circa 3.786 milioni di dollari. Solo nel primo trimestre 2025 la ferita è tornata a sanguinare per altri 5.471 milioni di pesos. Tradotto: ogni mattina, mentre il paese fa colazione, sparisce l’equivalente di 3 milioni di pesos in carburante. Nessuna assicurazione copre la perdita: è un buco nero che ingoia anche la reputazione di un’azienda già strangolata dal debito.

Il capannone di Reynosa è sigillato, i camion confiscati, i serbatoi trasformati in prova. Ma appena la telecamera se ne va, i sindacati di petrolieri lanciano la loro profezia: «Troveranno un altro deposito tra due mesi, più grande, più lontano, più protetto». Il mercato chiede carburante a sconto e il cartello lo fornisce. Il cerchio si chiude, il prezzo lo paga sempre lo stato.