Joseph baena conquista il palcoscenico del bodybuilding e scrive la prima pagina di una dinastia di muscoli
Il 28 marzo a Denver il nome Baena ha echeggiato di nuovo tra gli applausi di un palcoscenico gonfio di oli e luci. Stavolta, però, l’hanno gridato per lui, Joseph, 28 anni, figlio di Arnold Schwarzenegger, non per il padre. Tre categorie, tre primi posti: pesi massimi open, classic physique assoluto debuttanti, classic physique principianti. È bastato un pomeriggio per trasformare il DNA in medaglie.

Dietro le pose, un corpo che è anche autobiografia
Non è solo un trionfo muscolare, è la conclusione di una storia adolescenziale fatta di chili di troppo, insulti a scuola, selezioni fallite nel basket e nel football. «La gente dimentica che ero il ragazzino cicciotto» ha scritto su Instagram qualche mese fa, pubblicando la foto di un quattrocchi grasso e sorridente. «Mi han cacciato dalle squadre, la nuoto salvo la mia vita». Ora il suo feed è un susseguirsi di vene che tracciano strade su bicipiti, ma la didascalia resta la stessa: il bullismo è diventato carburante.
Il debutto al NPC Natural Colorado State segue un set di allenamenti al Gold’s Gym Venice, la cattedrale del bodybuilding dove papà Arnold si forgiava negli anni ’60. Joseph ha postato un reel accanto al padre: stessi attrezzi, stessi spogliatoi, 50 anni di differenza. I commenti? «Misión cumplida» e la medaglia d’oro. Nessun riferimento al cognome, quasi a voler dire: «Ora basta paragoni, datemi il mio nome sul podio».
La sua corsa, però, è appena iniziata. Le gare NPC sono il livello amatoriale che alimenta l’IFBB Pro: ottieni la tessera professionistica e sali sul palco con i mostri sacri di oggi. Le premesse ci sono: 183 cm per 105 kg, vita stretta, quadricipiti che si staccano come sculture. Il coach – non il padre, ma un specialista di biomeccanica del Denver Athletic Club – parla di «fibre a doppia attivazione» e «inclinazioni genetico-allenamento» che «non si vedono nemmeno negli juniores austriaci degli anni ’70». Tradotto: il potenziale potrebbe superare il mito.
Intanto Joseph continua a frequentare set cinematografici (lo si è visto in Chariot e nella serie Scorpion King) e a pagarsi l’agente con i cachet da attore. Il bodybuilding, per ora, resta una passione che frutta trofei, non assegni. Ma se l’obiettivo è replicare il percorso paterno – sette Olympia, cinque Mr. Universo – il timing è perfetto: il Classic Physique, categoria che premia le simmetrie da V e i vacuum di Schwarzenegger, è il format più seguito sui social dopo l’Open, e le major dello sport stanno cercando nuove icone per sostituire i vecchi campioni in pensione.
La prossima tappa? Il NPC USA Championships a Las Vegas, a luglio. Se conquisterà la qualificazione Pro, il 2025 potrebbe regalargli il primo Mr. Olympia dove il cognome non sarà più un’ombra, ma un punto di partenza. E allora, per la prima volta, sarà Arnold a sedere in platea a applaudire, non a essere applaudito. Il cerchio – di ferro – si chiude.
