Israele sotto attacco: 4 ondate di missili dall'iran, una bambina grave
Un mercoledì di terrore per Israele, scosso da quattro ondate di missili lanciati dall'Iran nelle prime ore del mattino. Un attacco a sorpresa che ha colpito il cuore del paese, lasciando una scia di feriti e paura, e che arriva dopo settimane di crescenti tensioni nella regione.

Danni e feriti: una bambina di 11 anni lotta per la vita
Secondo i primi resoconti della Star of David Roja (MDA), almeno 14 persone sono state ferite, tra cui una bambina di 11 anni in condizioni gravissime, colpita dai frammenti di schegge. La giovane è stata trasferita al Centro Medico Sheba–Tel HaShomer, nei pressi di Tel Aviv, dove si sta battendo per la sopravvivenza. Oltre a lei, si registrano i feriti moderati di una donna di 36 anni e un bambino di 13 anni, entrambi colpiti da schegge, e 11 persone con ferite lievi.
Le sirene hanno squillato ripetutamente in diverse città, compreso il centro di Tel Aviv, ma non a Gerusalemme. I media israeliani, soggetti a rigide restrizioni imposte dal dipartimento di censura, forniscono informazioni frammentarie, limitandosi a confermare che alcuni dei feriti si trovano a Bnei Brak, una città a maggioranza ultraortodossa vicino a Tel Aviv. La difficoltà di ottenere dettagli precisi sulla localizzazione esatta dei colpi e sulla presenza di infrastrutture critiche o basi militari nelle zone interessate rende difficile una valutazione completa della situazione.
Un conflitto che si allarga: gli attacchi dalla Yemen e il drone abbattuto
La mattinata di mercoledì è iniziata con l'attivazione delle sirene a Beer Sheva, nel sud di Israele, a causa del lancio di missili provenienti dallo Yemen, opera del gruppo ribelle Houthi, noto per la sua affinità con l'Iran. Contemporaneamente, al confine settentrionale, è stata segnalata la possibile infiltrazione di un drone, prontamente abbattuto dal sistema di difesa aerea israeliano. L'incidente è attualmente sotto inchiesta.
Ma la spirale di violenza non si ferma qui. Israele ha risposto con una nuova ondata di attacchi a Teheran, annunciando l'uccisione di Mahdi Wafaei, un ingegnere iraniano considerato capo della sezione logistica per il Libano della Forza Quds, braccio esterno del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
L'escalation di questa mattina, con l’utilizzo di munizioni a grappolo da parte dell’Iran, solleva serie preoccupazioni riguardo al rispetto del diritto internazionale e alle conseguenze umanitarie di questo conflitto. La risposta israeliana, con il mirato attacco a un ingegnere a Teheran, segnala una strategia di ritorsione diretta.
La situazione rimane estremamente tesa e imprevedibile. Mentre il mondo osserva con apprensione, la speranza è che si possa evitare un’ulteriore escalation che trascini la regione in un conflitto ancora più ampio e devastante. La fragilità della pace, già messa a dura prova da anni di scontri, si è fatta sentire con una forza brutale, lasciando una scia di dolore e incertezza.