Juliaca: simpatizantes di lópez aliaga aggrediscono familiari delle vittime del 9 gennaio

La visita di Rafael López Aliaga a Juliaca si è trasformata in un episodio di grave tensione e violenza, con pesanti accuse di aggressione nei confronti di familiari delle vittime della strage del 9 gennaio 2023. Un clima di rabbia e frustrazione, già palpabile per la lentezza della giustizia, è esploso in scontri che hanno lasciato feriti e un senso di profonda amarezza.

La protesta e l'escalation di violenza

I familiari delle vittime, armati di fotografie e di un forte desiderio di verità, si erano recati all'aeroporto per far sentire la propria voce al candidato di Renovación Popular. Un atto di coraggio, forse, ma che si è scontrato con la reazione aggressiva di alcuni suoi sostenitori. Testimonianze parlano di spintoni, colpi con bastoni e lanci di pietre, con particolare ferocia nei confronti delle donne. Milagros San Millán, stretta tra la disperazione e l'indignazione, ha denunciato: “La gente di Rafael López Aliaga ha iniziato a spingerci, a colpirci con bastoni, sono usciti con pietre e hanno dato pugni a donne, a me hanno strappato gli occhiali”.

Un'altra manifestante ha raccontato di essere stata quasi investita da un'auto, accusando i presunti aggressori di essere “pagati”. La rabbia, palpabile nell'aria, si è trasformata in un confronto fisico che ha richiesto l'intervento, seppur tardivo, della polizia nazionale.

Diego quispe: un volto segnato dalla violenza

Diego quispe: un volto segnato dalla violenza

Tra i feriti, spicca la figura di Diego Quispe, già colpito durante gli eventi del 9 gennaio. Ironia amara del destino, ha riportato un'altra ferita alla testa, a testimonianza di una spirale di violenza che sembra inarrestabile. Lídice, un'altra vittima, ha mostrato ai giornalisti il sasso utilizzato per aggredirla mentre cercava di proteggere un'altra persona. Le immagini parlano chiaro: una scena di scompiglio e di rabbia incontrollata, resa ancora più drammatica dalla presunta inefficacia delle forze dell'ordine. La polizia è stata accusata di non essere intervenuta tempestivamente per fermare le aggressioni.

L'Associazione dei Martiri e Vittime del 9 Gennaio ha emesso un duro comunicato, denunciando “atti di violenza cobarde” e sottolineando come si tratti di “odio seminato dal potere e amplificato da discorsi irresponsabili”. Un atto di denuncia non solo verso il candidato, ma verso un clima politico sempre più polarizzato e aggressivo.

López Aliaga, dal suo quartier generale, ha minimizzato l'episodio, attribuendo la responsabilità a persone animate da “odio”. Una risposta che non placava l'indignazione dei familiari, determinati a proseguire le loro proteste fino a quando non sarà fatta giustizia. La promessa di presentare denunce formali contro i presunti aggressori è un chiaro segnale della loro determinazione a non cedere di fronte alla violenza.

La vicenda di Juliaca non è solo un episodio isolato, ma un sintomo di una profonda frattura sociale che attraversa il paese. Un monito a non dimenticare le vittime del 9 gennaio e a non tollerare alcuna forma di violenza e di intolleranza. La giustizia, in questo caso, non può aspettare.