La bolletta sorride: a marzo elettricità a 42 €/mwh, il 22% in meno. ma è davvero la pace?
Madrid, 30 mar. – 42 euro a megavattora. Un numero che sembra un refolo di vento dopo la tempesta del 2022, quando il prezzo toccò i 545 euro. A marzo l’elettricità in Spagna costa il 22% in meno dello scorso anno e regala il valore medio più basso dal 2024. È bastata una primavera mite, i pannelli fotovoltaici che lavorano come nido di api e un po’ di vento per trasformare il mercato in un mercatino delle pulci.
Il trucco sta nelle ore di luce
Lo scorso domenica, alle 16:00 precise, il prezzo è scivolato a -10 euro. Sì, meno di zero: si pagava per buttare energia. Il fenomeno – ora cronico – delle bande orarie gratuite o negative è nato dopo l’apocalisi ucraina e si riaffaccia ogni volta che il sole e il vento saturano la domanda. Ma attenzione: la bolletta del cliente finale non è mai zero. Tra pedaggi, costi di sistema e le classiche “clausole” che nessuno legge, lo scontrino resta salato anche quando il MWh vale 18 centesimi.
Il record negativo è solo la faccia solare del mese. Nella seconda settimana, quando le tensioni sul petrolio huto il petrolio hanno riacceso i timori di un nuovo shock, il prezzo medio ha sfiorato 80 euro. Il picco massimo del 2026 – 136,86 euro – è arrivato il 10 marzo, poche ore dopo che il Brent si è infilato sopra i 95 $/barile e lo stretto di Hormuz sembrava un vicolo cieco. Poi, di nuovo, calma. Le rinnovabili hanno ripreso a cantare: 65% dell’elettricità prodotta, con vento (22%), idraulica (20%) e fotovoltaico (19%) a dividersi la scena. La nuclear scende al 18%, i cicli combinati – il pallottoliere del gas – si accontentano del 12,8%.

L’italia paga il doppio, e la colpa è il gas
Confronto europeo: Madrid 42 €, Parigi 64 €, Berlino 99 €, Roma 143. L’Italia resta il laboratorio peggiore: dipendenza dal gas russo ancora non smaltita, interconnessioni elettriche troppo strette, un parco rinnovabile che cresce a rilento. Gli analisti spagnoli – i miei ex colleghi di OMIE – ridono: “Il mix verde ci ha messo un parafulle geopolitico”. Peccato che il parafulle abbia i buchi: quando il vento tace, rientrano i combined-cycle e il prezzo si tara al costo del metano.
La lezione? Le rinnovabili abbassano la media, non cancellano la volatilità. E il cittadino, alla fine, paga sempre la differenza tra il mercato che dorme e il sistema che sveglia le turbine a gas. Il governo Sanchez ha già annunciato una nuova asta di capacità per ottobre: si cercano 4 GW di stoccaggio, batterie o idrogeno, poco importa. Il tempo delle giornate a -10 euro è un’immagine bella da Instagram, non un modello energetico.
Il dato che resta impresso è 41,5 euro: il prezzo di un mese intero di pace elettrica. Poco più di una cena a Madrid. Finché il sole splende, almeno.
