La casa bianca apre un varco a cuba: petroliere ruso autorizzato per 'ragioni umanitarie'

Washington sorprende tutti: un petroliere ruso è entrato a cuba con il permesso degli Stati Uniti. La portavoce Karoline Leavitt parla di 'ragioni umanitarie', ma nel corridoio del potere già si ipotizza una svolta nei rapporti con l’Avana.

Un caso che apre uno spiraglio

Un caso che apre uno spiraglio

La notizia è arrivata in sordina, lunedì pomeriggio, durante il briefing quotidiano. Leavitt ha confermato che la trekker russa – bandiera azzurra gialla e nera – ha ottenuto il via libera per attraccare a Matías, porto strategico sull’isola. Nessuna sanzione violata, nessuna protesta formale. Solo la parola magica: umanitario.

Lo scenario è più complesso di un semplice gesto di pietà. Il carico – greggio iraniano, secondo fonti del Dipartimento dell’Energia – servirebbe a rifornire le centrali termiche cubane, ridotte all’osso dopo mesi di blackout programmati. Ma c’è di più: l’autorizzazione, caso per caso, potrebbe diventare un canale informale per alleggerire la pressione economica sull’isola senza rotture diplomatiche con Mosca.

Dietro la decisione c’è un calcolo freddo. L’amministrazione Trump – tornata al potere a gennaio – ha ereditato un embargo cubano intoccabile da 63 anni. Ora, però, la paura è un’implosione sociale a 150 km da Key West. «Non vogliamo un altro Mariel», confida un funzionario del NSC, rimandando all’esodo del 1980. Tradotto: meglio un barcone di petrolio che un’intera flotta di profughi.

Il Cremllo tace, ma il ministero degli Esteri ruso già celebra la mossa come «un piccolo buco nel muro americano». Dall’altra parte, le opposizioni interne accusano la Casa Bianca di «aprire la porta al lupo». Marco Rubio, senatore italo-cubano della Florida, ha minacciato un’indagine: «Non si aiuta il popolo cubano alimentando i suoi carcerieri».

Il prossimo passo è un altro nome sulla lista d’attesa: una petroliera venezuelana, bandiera di un paese anch’esso sotto embargo. Se anche lei riceverà il lasciapassare, lo spiraglio diventerà un varco. E allora la domanda non sarà più perché, ma quanti. Perché una volta aperto il rubinetto, la pressione dell’acqua fa il resto.