La chiesa del messico lancia l'allarme: 'non riducete la settimana santa a un folklore da museo'
Il grido parte dalla Città del Messico, dove 97,8 milioni di battezzati sono invitati a scegliere: o si entra nella storia o si resta a guardare. L'arcidiocesi metropolitana ha pubblicato domenica l'editoriale Desde la Fe con un avvertimento secco: la Settimana Santa, 29 marzo-5 aprile, non è un evento da agenda turistica.
'Non è una data di più sul calendario, né una tradizione culturale da contemplare da fuori', recita il testo. 'È l'occasione per abbandonare una spiritualità comoda e da applauso, per abbracciare una fede che resta anche in croce.' Le parole colpiscono un paese dove il 77,7% della popolazione si dichiara cattolico, ma dove il Pew Research Center ha registrato un calo di nove punti percentuali in un decennio.
La multitudine che cambia verso in quattro giorni
Il dossier teologico si sofferma sul passaggio evangelico di Matteo. Domenica delle Palme: 'Osanna, benedetto colui che viene nel nome del Signore!' Venerdì Santo: 'Crocifiggilo!' La stessa folla, o la stessa logica umana, passa dall'entusiasmo al voltafaccia in meno di una settimana. 'Il cuore dell'uomo è inquieto', osserva la Curia, 'capace di applaudire Dio finché non dà fastidio, e di rifiutarlo quando la sua presenza esige conversione.'
Il Messaggio è chiaro: la crisi non è solo numerica, è di coerenza. I vescovi invitano i fedeli a specchiarsi in un 'riflesso scomodo', dove la storia di Cristo si sovrappone alla cronaca nazionale di violenza, disuguaglianza e impunità. 'Riconoscere il mistero della Passione significa ammettere che anche le nostre incoerenze fanno parte del racconto', si legge.

Resurrezione come ultima parola contro il declino
Il comunicato chiude con una promessa che suona come sfida: 'Nessuna caduta ha l'ultima parola, nessuna ferita è definitiva, Dio può ricostruire anche ciò che sembrava perduto.' Una frase che, in un contesto dove i dati segnalano un'emorragia di praticanti, suona più politica che devozionale.
La chiesa messicana ha scelto il tono dell'ultimatum: o si esce dalla logica dello spettacolo o si finirà per assistere alla propria agonia. Il conto alla rovescia è cominciato: sette giorni per decidere se essere protagonisti o comparse. Il 5 aprile, quando si alzerà il sipario sul 'Cristo è risorto', il verdetto sarà inesorabile.
