La chiesa paga i suoi abusi: madrid firma un indennizzo senza processo

Per la prima volta in Spagna lo Stato, la Conferenza Episcopale e i religiosi stringono un patto per risarcire le vittime di abusi sessuali all’interno della Chiesa quando la via giudiziaria è preclusa. L’accordo, siglato lunedì a Madrid, apre un fondo a carico delle diocesi e ordina la creazione di una commissione indipendente che valuterà istanze e quantificherà danni. Nessuna cifra è stata resa pubblica, ma il Defensor del Pueblo Ángel Gabilondo ha parlato di «risarcimenti rapidi e dignitosi» per chi ha subito violenze decades fa e non potrà mai vedere un tribunale.

Il protocollo che rompe il muro del silenzio

Il protocollo, firmato dal ministro Felix Bolaños, dall’arcivesovo Luis Argüello e dal superiore dei religiosi Jesús Díaz Sariego, stabilisce tempi certi: 90 giorni per la presentazione della domanda, 120 per la decisione. Le indennità copriranno «danni morali, psicologici e materiali», ma escludono la riparazione simbolica attraverso processi canonici. È un’ammissione implicita di colpa, senza confessione scritta. Eppure, per molte vittime, è l’unica via per ottenere giustizia prima che i reati prescrivano del tutto.

La mossa arriva dopo la bomba del 2022: 1.600 casi documentati in due anni, secondo l’ong «Abusi e Religione». La Commissione episcopale aveva inizialmente proposto un fondo da 5 milioni, cifra ritenuta «offensiva» dai sopravvissuti. Ora l’importo sarà calcolato caso per caso, con una «tabella» che parte da 25.000 euro e può superare i 300.000 in caso di disabilità permanente o suicidio del danneggiato. Il denaro verrà dal 70% delle diocesi, 20% dallo Stato e 10% dagli ordini religiosi, scatenando già le proteste dei sindacati del clero che denunciano «fondi destinati ai poveri deviati a risarcimenti».

La politica si divide mentre l’euribor esplode

La politica si divide mentre l’euribor esplode

Mentre la Chiesa apre i forzieri, la politica si prepara a una settimana di fuoco. Il Consiglio dei Ministri di oggi, primo dopo la ricucca del gabinetto senza Maria Jesús Montero, coincide con l’inizio ufficiale della lunga campagna elettorale andaluca del 17 maggio. Il PP scarica sulla «gestione Sánchez del dossier abusi», Podemos chiede la revoca degli accordi concordatari e il PSOE difende il compromesso come «atto di civiltà». Intanto l’euribor a 12 mesi chiude marzo con il balzo più violento dal 2023: +0,42 punti, che colpirà 3,4 milioni di mutuatari con rata più cara già a maggio.

Il fronte internazionale non da tregua. L’industria della difesa presenta il programma IN+DEF, un ecosistema di innovazione aperto da 400 milioni per start-up e università, spinto dalle tensioni mediorientali. Il lancio del quinto satellite spagnolo Satlantis, previsto per le 11:30 a Leioa, servirà proprio a monitorare rotte petrolifere e basi militari. Il costo del petrolio, intanto, ha già svaligato le tasche delle famiglie: la bolletta elettrica di marzo chiuderà comunque sotto i livelli dell’anno scorso, grazie al crollo del gas, ma le previsioni per aprile sono un’altra storia.

La settimana santa che non perdona

Sul fronte sociale, la quaresima fa i conti con la guerra. Il bacalhau, tradizione immutata da secoli, costa il 18% in più: le importazioni norvegesi soffrono il blocco del Mar Rosso e i grossisti di Vigo fanno rifornimento d’emergenza dall’Islanda. A Zamora, la processione dedica il canto «La muerte no es el final» allo scultore Coomonte, morto a dicembre: le sue croci di legno e ferro da aratro romano sfilano per l’ultima volta. Mentre ad Ávila l’Hermandad de la Esperanza scioglie la storica processione de «El Encuentro», a Segovia l’XI secolo Cristo de los Gascones apre il suo Vía Crucis sotto l’Acquedotto, con 400 confratelli in costumedas.

La contraddizione è spietata: mentre si chiude una ferita istituzionale, se ne apre un’altra economica. E se la Chiesa trova i soldi per pagare il passato, sono i mutui delle famiglie a finanziare il presente. La cifra è là, cruda: 180 euro in più a rata, 2.160 all’anno. Nessuno sa ancora chi pagherà per i danni futuri.