La suprema blinda le condanne per abusi su minori: 20 anni tra due uomini
La Corte Suprema ha appena consegnato alla società vitoriana una sentenza che non ammette appello: 12 e 8 anni di carcere per due uomini che hanno trasformato la disperazione di due ragazzine in un mercato di carne. Tra il 2016 e il 2018, Vitoria-Gasteiz è stata il teatro di un giro di prostituzione minorile dove il prezzo di una vita non superava i 3.500 euro.
La trappola era la povertà
I due predatori non hanno dovuto costruire gabbie. Le hanno trovate già pronte: case popolari senza riscaldamento, madri assenti, padri in galera e una tossicodipendenza che faceva da baby-sitter. Le ragazzine avevano 13 e 15 anni e una dipendenza da sostanze che bruciava più delle bollette non pagate. Gli uomini offrivano 20, 50, massimo 100 euro per un rapporto. Per una delle due, la prima volta è costata 2.500 euro di “indennizzo” civile: circa 6 euro e 84 centesimi al giorno per ogni giorno di incubo.
Il tribunale dell’Álava ha fotografato la dinamica in una frase gelida: «Aprovecharon la pésima situación socioeconómica». Tradotto: hanno fatto leva su una povertà così assoluta da non lasciare scelta. La droga faceva il resto: quando la ragazzina di 13 anni ha raccontato l’orrore, tremava. Non per la paura, ma per la sindrome da astinenza.

Un ricorsino che non cambia nulla
Uno dei due imputati ha provato a liberarsi con un cavillo da manuale: «Durante l’interrogatorio della minorenne in fase istruttoria non c’era la mia avvocata». La Suprema ha ammesso il vizio di forma, ma ha subito precisato: «Prescindendo da quella dichiarazione sussistono elementi di prova sufficienti». Traduzione: anche togliendo la deposizione, restano chat, WhatsApp, foto, testimoni, versamenti bancari. Il fatto resta, la condanna pure.
Il primo uomo se la prende: 8 anni (2 per corruzione + 4 per abusi continuati + 2 per l’altra minorenne). Il secondo, quello con la penetrazione, prende 10 anni più 2 di corruzione. Totale: 20 anni di galera e 7.500 euro di multe che nessuna banca concederà a tasso zero.

Il prezzo di una città che guardava altrove
Vitoria-Gasteiz vanta una delle reti di servizi sociali più finanziate del Paese Basco. Dove sono finiti quei bandi, quei protocolli, quei corsi di sensibilizzazione? «Le indagini sono partite solo quando una delle ragazzine è finita in pronto soccorso con una overdose», confessa un investigatore. Il resto erano “semplici” assenze scolastiche segnate sul registro elette per sparire nel nulla.
La sentenza è definitiva, le ragazzine oggi hanno 19 e 21 anni. Una è rientrata in comunità, l’altra è scomparsa di nuovo. Il giro di soldi è proseguito, cambiano solo i volti. La Suprema ha chiuso il cerchio, ma il buco resta: in Spagna il 62% delle vittime di sfruttamento sessuale è ancora minorenne e il 78% non denuncia per paura di “rovinarle” la famiglia. La famiglia, appunto, che già non c’era.