L'eclissi solare si ascolta: cento dispositivi per non vedenti

Il 12 agosto milioni di persone alzeranno gli occhi verso il cielo per vivere l'eclissi totale di Sole. Non tutti, però, possono farlo. Per chi ha una disabilità visiva, quell'istante di buio collettivo rischiava di restare un evento raccontato dagli altri, mai davvero vissuto. L'Instituto de Ciencias del Espacio del CSIC ha deciso che non sarà così.

Quando la luce diventa suono

Il progetto Eclipse Inclusivo produrrà un centinaio di dispositivi LightSound, tecnologia nata all'Università di Harvard e già collaudata negli Stati Uniti nel 2017 e nel 2024, poi in Cile e Argentina tra il 2019 e il 2020. Il principio è tanto semplice quanto elegante: il sensore capta l'intensità luminosa e la traduce in suono in tempo reale. Sotto il sole pieno, uno squillo acuto di flauta. Man mano che la Luna avanza sul disco solare, il tono scende, si fa grave, si trasforma nel registro basso di un clarinetto. Poi, durante la totalità, il silenzio.

Non è un gadget. È una partitura astronomica.

Un laboratorio di volontari a barcellona

Un laboratorio di volontari a barcellona

I dispositivi verranno assemblati a mano in un workshop previsto per il mese di maggio a Barcellona, con la partecipazione di volontari. Saranno poi distribuiti gratuitamente agli organizzatori di eventi legati all'eclissi — a patto che coprano le spese di spedizione. La domanda va presentata entro il 31 maggio compilando un modulo sul sito del progetto. Fino ad esaurimento scorte.

Parte del materiale verrà utilizzato in laboratori dedicati alle persone con disabilità visiva, organizzati insieme al Centro de Recursos Educativos de la ONCE a Barcellona. Non eventi separati, non percorsi paralleli: la stessa eclissi, vissuta insieme.

Il coordinatore: «non possono restare fuori»

«Un'eclissi totale è un'esperienza assolutamente unica», dice Jorge Rivero, coordinatore del progetto. «È importante che il maggior numero possibile di persone possa parteciparvi. Rendere questi eventi accessibili significa evitare che chi ha una disabilità visiva venga escluso da qualcosa che mobiliterà milioni di persone in tutto il paese.»

Rivero insiste sul momento della totalità: quell'istante quasi mistico, di comunione collettiva, in cui il giorno si spegne e la folla ammutolisce. «Vogliamo che sia anche un momento di inclusione, in cui tutti possiamo condividere la stessa emozione.» I LightSound si possono collegare a cuffie, per un'esperienza intima e contemplativa, oppure ad altoparlanti, per trasformarla in qualcosa di condiviso. La scelta, per una volta, spetta a chi ascolta.

Cento dispositivi non cambiano il mondo. Ma per cento persone che altrimenti avrebbero sentito solo il silenzio degli altri, quel clarinetto che si spegne nell'oscurità vale quanto qualsiasi telescopio.