Lima sur desatasca la sanità: domenica di blitz in ospedale per 3.000 pazienti

Alle 6.30 di domenica il viceministro Luis Loro Chero ha già le mani in tasca al reparto di endoscopia dell’Hospital María Auxiliadora. Non è una visita di routine: è la prima domenica in cui il Minsa trasforma il day-off in day-attack contro le liste d’attesa. Obiettivo, far passare in 12 ore tutti i pazienti SIS che aspettano da mesi una visita specialistica. Risultato: 312 persone visitate in gastroenterologia, endocrinologia e reumatologia prima di cena.

Il segreto dietro i numeri

La scelta non è casuale. Le tre specialità selezionate concentrano il 42 % delle richieste arretrate della regione lima Sur. Uno screening interno mostra che il 68 % di chi aspetta un gastroscopio o un controllo diabetico lavora dal lunedì al sabato e non può chiedere permesso. «Se il paziente non arriva, il buco rimane. Se il buco rimane, il sistema non respira» spiega Loro Chero mentre controlla la turnazione degli endoscopisti. L’ospedale ha mobilitato 42 medici, 18 infermieri e 7 tecnici, pagandoli con ore straordinarie già stanziate nel budget 2024. Costo dell’operazione: 128.000 soles, meno di quanto si spenderebbe in un mese di guardia medica per le complicanze evitate.

Il trucco sta nel tempo continuo. Il servizio di endoscopia funziona 24 ore su 24, sette giorni su sette. Mentre in altri nosocomi le emergenze gastrointestinali vengono “tamponate” e rimandate, qui si interviene subito. «Un’emorragia da varici non aspetta l’orario d’ufficio» dice la dottoressa Patricia Montes, coordinatrice del blocco. I dati interni mostrano una riduzione del 31 % dei ricoveri urgenti proprio grazie a questa guardia attiva.

Il piano di espansione che nessuno racconta

Il piano di espansione che nessuno racconta

La domenica di blitz è solo la porta d’ingresso. Nei prossimi 60 giorni l’HMA inaugurerà la sala di lettura radiologica digitale, che taglierà di metà il tempo di consegna degli esami, e la unità di terapia sostitutiva renale acuta, un repetto di quattro posti letto pensato per i casi più gravi di insufficienza renale. Ma la vera rivoluzione è la telemedicina: cinque ambulatori collegati in streaming con 12 centri di salute di Villa El Salvador, Villa María del Triunfo e Chorrillos. «Non stiamo solo smontando la coda, stiamo costruendo un’altra corsia» riassume Loro Chero.

Il prossimo step è replicare il modello in altri cinque ospedali di livello III entro settembre. Il ministero ha già stanziato 4,3 milioni di soles per le domeniche “specialistiche” nazionali. Se i conti tornano, il 2024 si chiuderà con 42.000 prestazioni in più senza costruire un solo nuovo ospedale. Una lezione semplice: a volte la sanità pubblica non serve più soldi, ma più calendario.