L'inflazione tedesca torna a galla: le aziende anticipano rincari per l'energia
Francoforte manda un segnale d’allarme: l’indice Ifo sulle aspettative di prezzo delle imprese balza a 25,3 punti, il massimo da marzo 2023. Traduzione immediata: tra poco si pagherà di più, ovunque.

Il caro-energia torna a colpire
La benzina alle stelle, il gas che non scende, l’elettricità che si aggrappa a nuovi massimali: la guerra in Medio Oriente ha riacceso la miccia. Klaus Wohlrabe, capo delle rilevazioni dell’Ifo, non usa mezzi termini: «La pressione sui listini è tornata a crescere in modo netto». E aggiunge, quasi un avvertimento: «Nei prossimi mesi l’inflazione risalirà più di quanto molti si aspettino».
Il meccanismo è cinico e collaudato. Le aziende registrano il rialzo dei costi di produzione e trasporto, lo fatturano al cliente finale e chiudono i conti. Nel manifatturiero, nella costruzione e nei servizi legati al consumo la spirale è già in moto: più materie prime, più elettricità, più gasolio per le flotte. Il tutto si traduce in un +5 punti in un mese sulle aspettative di prezzo, un balzo raro negli ultimi due anni.
La Bundesbank aveva appena abbozzato un’allentamento dei tassi nel secondo semestre; ora dovrà ricontare. A Berlino il governo stima che il nuovo shock energetico possa togliere mezzo punto di crescita al Pil 2024. Le famiglie tedesche, già provate da due anni di caro-vita, si preparano a un’altra stagione di bollette gonfie e carrelli della spesa più cari.
Il dato Ifo non è un’indicazione, è un patto di ferro: chi produce sa già che trasferirà il costo. E chi consuma, semplicemente, lo subirà.