Menny, braccio destro del latitante el ponchis, catturato dopo una sparatoria in sonora

La scia di sangue di Francisco Manuel “N”, detto Menny, si è interrotta nel polveroso comune di Ímuris, Sonora, dove i proiettili hanno preceduto le manette. L’uomo, numero due della cellula Los Salazar e accusato di almeno otto omicidi, è finito in manette dopo un agguato alla Agencia Ministerial de Investigación Criminal del 28 marzo. Quando gli agenti lo hanno avvicinato su una strada sterrata, la risposta è stata un mitra. Pochi metri di fuga, poi l’impatto contro un ostacolo: il suo complice è morto sul colpo, lui e Omar “N”, alias Mike, sono stati catturati mentre tentavano la fuga a piedi.

Due mandati di cattura, una sola regola: uccidere

Menny non è un semplice pregiudicato: è l’architetto di una strategia di terrore. La prima ordinanza lo collega a un sequestro con esito letale: la vittima, ancora in vita quando è stata caricata su un pick-up, è stata ritrovata con due colpi alla testa e segni di torture su tutto il corpo. La seconda, ancora più pesante, elenca associazione a delinquere, corruzione di minori, spaccio al dettaglio e tentato omicidio di otto persone – tra cui due bambini – in un solo raid del 23 febbraio scorso. Le indagini dicono che ha cambiato campo, passando dal boss Salu Francisco Hernández Tenorio, meglio noto come El Ponchis, a una fazione rivale, portando con sé arsenale e clientele.

Lo stesso El Ponchis, però, non è più in cella. La notte tra il 4 e il 5 maggio è evaporato dal Cereso 1 di Hermosillo. Quattro guardie sono già state arrestate per evasione aggravata e abuso d’autorità; la taglia per la sua ricattura è salita a un milione di pesos. La fuga ha trasformato la cattura di Menny in un pezzo di un puzzle che rischia di saltare: senza il capo, le confessioni del luogotenente valgono oro, ma solo se il tribunale decide di credergli.

Il nord di sonora è un campo minato

Il nord di sonora è un campo minato

Los Salazar controllano Sáric, Santa Ana, Altar e Magdalena; di fronte, la squadra di Los Mata Salas, creata dai Chapitos del cartello di Sinaloa per spazzare via gli ex alleati. Il risultato è una guerra di trincee invisibili: checkpoint improvvisati, convogli blindati, intere famiglie costrette a pagare il “pedaggio” per attraversare il proprio paese. La FGJES ha registrato 147 omicidi nel solo 2025, il 38% in più rispetto allo scorso anno. La cifra parla da sola: ogni nuovo giorno porta un morto e mezzo in più.

Menny e Mike compariranno davanti al giudice nelle prossime 48 ore. L’accusa chiederà la custodia cautelare senza possibilità di cauzione: troppo alto il rischio di fuga, troppo fitto il tessuto di complicità che li protegge. Intanto, nel deserto di Sonora, i falchi dei Los Salazar già cercano un nuovo braccio armato. Il ciclo si chiude solo quando qualcuno spara per primo.