Morto l'architetto che ha rivoluzionato le chiese con origami d’alluminio
Il cielo di alluminio di Desmond Williams si è spento a 93 anni. Con lui se ne va l’uomo che negli anni Sessanta ha strappato le navate al vetriolo, ha piegato la liturgia in forme circolari e ha fatto cantare l’acciaio come un organo a canne.
Il tetraedro che faceva pregere sotto le stelle
St Mary’s a Dunstable, 1964: 600 piramidi blu e bianche, bullonate una ad una, creano una volta che non imita il cielo – lo è. I fedeli, disposti a anfiteatro, guardano l’altare come un palcoscenico. Nessuno è più in disparte. Il Concilio Vaticano II chiedeva «partecipazione»; Williams la traduceva in geometria.
La stessa scorciatoia spirituale la ripete a Birmingham, Wolverhampton, Manchester. Quattro chiese, tutte diventate monumenti nazionali. Historic England parla di «innovazione senza precedenti»; per i parroci fu un trauma, poi un’epifania: meno marmi, più luce; meno dorature, più comunità.

Dalle navate di norwich al cemento di manchester
Williams non era nato archistar. Era il figlio di un disegnatore di sistemi elettrici per sommergibili e di una cattolica convinta. A sedici anni, in sella a una bicicletta, esplora Norfolk e comprende che la pietra può cantare se chi la guarda sa ascoltare. Quarr Abbey lo inchioda: mattoni, silenzio, proporzione. Da lì in poi il suo mestiere sarà tradurre l’invisibile in cemento armato.
Apre lo studio a 28 anni. Le commissioni arrivano dal Ministero dell’Educazione: scuole, collegi, Ampleforth. Ogni volta stessa regola: spazi che si adattino all’idea di futuro che gli studenti ancora non hanno. Negli anni Novanta diventa consulente OECD, gira il mondo, spiega come una finestra alta 70 cm possa cambiare il voto di matematica.

L’ultima messa è un hangar
Si ritira senza fanali. Passa i pomeriggi a costruire modelli d’aeroplani in balsa e ad ascoltare Bach con le cuffie. Muore il 31 gennaio 2026, lascia quattro figli, una seconda moglie e una scorta di chiese dove il tempo non si è fermato: continua a piegarsi, come l’alluminio che un giorno fece credere ai fedeli di pregere dentro un origami volante.