Mulino e donovan: l'asse panama-usa per blindare il canale dai narcos

Il presidente panamense José Raúl Mulino ha stretto la mano al generale Francis Donovan nel Palazzo delle Garzas e, con un colpo di tosse sull'agenda, ha spostato il centro del narcoguerra dalle strade di Tegucigalpa al cancello d'entrata dell'Oceano Pacifico. L'obiettivo: trasformare Panama nel muro d'acciaio contro i cartelli prima che la cocaina tocchi New York o Rotterdam.

Nei sotterranei della sede presidenziale, mentre il Comando Sud illustrava i piani per Mares del Sur 2026, Mulino ha tirato fuori dal cassetto un progetto che nessuno racconta: una catena di radar a bassa frequenza

Il segreto di cartagine svelato a washington

Donovan è atterrato lunedì con lo USS Nimitz e il cacciatorpediniere Gridley carichi di elicotteri MH-60R e sonar d'ultima generazione. Ma il vero bottino non è militare: è la mappa nera dei porti-piastra dove i sottomarini low-tech – i cosiddetto narcosubs – ricaricano carburante prima dell'ultimo miglio verso la Florida. Washington ha consegnato a Mulino un dossier da 400 pagine: nomi, scafi, conti bancari. In cambio, chiede basi logistiche retrostanti il Canale. Panama, insomma, diventa la portaerei naturale degli Stati Uniti senza bisogno di una bandiera a stelle e strisce sul territorio.

I ministri Martínez-Acha (Esterni) e Abrego (Sicurezza) hanno annusato l'affare: più dati condivisi, più fondi anti-droga. Ma c'è un dettaglio che nessuno firma: il protocollo permetterà agli analisti della NSA di agganciarsi ai server della Autorità del Canale per leggere in tempo reale i manifesti di carico. Un'apertura senza precedenti: fino a ieri erano carteggiati solo con via diplomatica.

Escudo de las américas: il club dei duri a destra

Escudo de las américas: il club dei duri a destra

Panama ha aderito ufficialmente all'Escudo de las Américas, l'alleanza anti-crime lanciata da Trump con Bolsonaro e altri leader latino-conservatori. Peccato che il copione non preveda un capitolo sui paradisi fiscali: il Panama Papers ha mostrato che qui le società off-shore superano la popolazione. Mulino lo sa e per questo ha aggiunto una clausola interna: nessuna rogatoria su banche locali senza passaggio per la magistratura panamense. Tradotto: ci mettiamo al tuo fianco, ma il nostro forziere resta blindato.

Nei prossimi mesi, venti paesi porteranno 4.000 uomini, droni MQ-9 e unità cinofere per l'esercitazione Panamax-26. Il costo stimato sfiora i 70 milioni di dollari, stanziati per metà da USAID e per metà da un fondo speciale del gruppo Inter-American Development Bank. La cifra, però, è goccia rispetto al valore della cocaina che transita: secondo l'OECD, solo nel 2024 sono passati per il Canale container con 320 tonnellate di cloridrato, per un valore di strada di 19 miliardi di euro.

L'ultima slide del briefing è un rendering: una rete di sensori ottici montati sulle porte-container che, grazie all'intelligenza artificiale, riconoscono il calore specifico della coca pura. Se il progetto funziona, Panama diventa il primo hub al mondo a scansione continua delle merci. Se fallisce, il prossimo presidente dovrà spiegare perché il 5% del PIL ancora profuma di acetato.