High society: un musical da zelo, ma priva di anima
La produzione di High Society al Barbican Theatre offre uno spettacolo visivamente sbalorditivo, con coreografie impeccabili e una colonna sonora che incanta, ma si rivela una rappresentazione superficiale, priva del cuore emotivo che avrebbe dovuto caratterizzarla.

Un carousel di stupendi set design, senza profondità umana
L'impeccabile staging, con il celebre tableau del dolce multistrato in arrivo a Long Island, è solo una delle tante sequenze visivamente accattivanti. Tuttavia, la trama, basata sul classico film e sulla pièce teatrale di Philip Barry, si perde in una serie di numeri musicali e coreografici, senza riuscire a costruire un legame significativo tra i personaggi. Il triangolo amoroso tra Tracy Lord, Dexter e George appare schematico e privo di tensione, mentre l'investigatore Mike, interpretato da Freddie Fox, sembra un mero elemento decorativo.
Helen George, nei panni di Tracy, incarna la figura della socialite con eleganza, ma la sua interpretazione manca di quella scintilla che avrebbe dovuto rendere il personaggio più complesso e sfaccettato. Julian Ovenden, come Dexter, dimostra una certa benignità, ma la sua caratterizzazione risulta piatta e priva di spessore. Nigel Lindsay, nel ruolo di Uncle Willie, aggiunge un tocco di charme, ma anche la sua performance non riesce a compensare la mancanza di profondità drammatica.
La scenografia, curata da Tom Rogers, è sontuosa e ricca di dettagli, con un'attenzione particolare all'ambientazione dell'opulenta dimora di Long Island. Ma, ironicamente, l'eccesso di lusso e la ricercatezza degli scenari contribuiscono a creare un’atmosfera artificiale e distante, che rende difficile l’immersione nello spettacolo.
La colonna sonora, composta da brani celebri come Who Wants to Be a Millionaire? e True Love, è decisamente piacevole e coinvolgente, ma non riesce a compensare la mancanza di una narrazione avvincente. I cori e le coreografie, orchestrate da Anthony Van Laast, sono impeccabili e spettacolari, ma sembrano servire solo a riempire lo spazio scenico, senza aggiungere un valore emotivo significativo.
High Society è, in definitiva, un musical che si accontenta di offrire uno spettacolo visivamente impressionante, ma che tralascia la componente drammatica e l'intensità emotiva. Un’esecuzione impeccabile, ma priva di anima, che ricorda più un prezioso oggetto da ammirare che un’esperienza teatrale coinvolgente.
