On line il mercato clandestino delle bici rubate: nel centro di città del messico un mall ne perde 11 in un mese

Il fine settimana è appena iniziato e il parcheggio del centro commerciale sull’angolo tra Insurgentes e Carlos J. Menes, colonia Buenavista, è già un gruyère: undici bici scomparse tra febbraio e marzo, tutte negli stessi giorni di festa. Quarantasette denunce solo nella delegación Cuauhtémoc. Nessuna risposta.

Le telecamere ci sono, ma «non si possono vedere»

Quattro occhi elettronici fissano l’area riservate alle due ruote, ma quando i proprietari chiedono i video il personale «perde la memoria». Intanto i ciclisti scoprono che sul muro campeggia un cartello di scarico responsabilità: «Non ci riconosciamo danni o furiti di biciclette e motociclette». Una beffa in maiuscolo.

Le segnalazioni affollano le coordinate territoriali Cuauhtémoc 2 y 5, ma la Policía de Investigación non ha mai ricostruito un percorso, né identificato un colpevole. Qualcuno ha provato a puntare il dito contro i guardias del parcheggio; altri raccontano che, tanto per salvare le apparenze, viene offerto un lucchetto di fortuna. «Reforcen con sus propios dispositivos», ripetono come un mantra.

Il mercato parallelo dove una bici vale la metà

Il mercato parallelo dove una bici vale la metà

Appena svuotate le catenelle, le bici finiscono su Facebook Marketplace, su WhatsApp o nei tianguis dell’Iztapalapa. Valore di partenza: 500 pesos, circa 25 euro. L’applicazione Mapa Bici registra 19 furti a gennaio 2026 nella sola delegación Benito Juárez, 14 in Cuauhtémoc. Un flusso costante che alimenta un’economia di strada difficile da tracciare.

Per non farsi cancellare dall’algoritmo dei ladri, i ciclisti si sono organizzati: Biciregistro consente di apporre un numero di telaio collegato a un profilo anonimo. Se sparisce, parte l’allerta comunitaria. Nessuna garanzia, però: serve solo a dimostrare che la bici è tua quando la ricontrassi tra i banchi dell’usato.

L’ambasciatore tedesco e il furto da 30 mila pesos

L’ambasciatore tedesco e il furto da 30 mila pesos

La storia non è nuova. A dicembre 2015 l’allora ambasciatore di Germania, Viktor Elbling, parcheggiò due bici da corsa davanti al Palacio de Bellas Artes. Candardi d’acciaio, 30 mila pesos di valore. Sparite in mezz’ora. Quattro arresti arrivarono solo perché i ladri tentarono di colpire altri ciclisti su Paseo de Reforma. Nessuno restituì le sue.

La capitale continua a pedalare sul vuoto. Le denunce restano polvere negli archivi, il mall continua a perdere pezzi e il mercato nero prospera. Il prossimo fine settimana ci sarà un’altra vittima: lo sanno i ladri, lo sanno i ciclisti, lo sa pure la telecamera che non ha mai registrato nulla.