Pettinato a rischio 20 anni: l'incendio che uccise il suo medico diventa un'urna di cenere giudiziaria

L’ultima scena di Felipe Pettinato davanti al Tribunale Oral n.14 di Buenos Aires potrebbe essere la più costosa: il 6 aprile il pm Fernando Klappenbach chiederà fino a 20 anni di carcere per estrago doloso seguito di morte. Melchor Rodrigo, il neurologo che nel 2022 testimoniò a favore dello streamer nel processo per abusi su una minore, morì carbonizzato nel suo stesso appartamento di Belgrano. Il fuoco è partito dal sotto il divano dove dormiva, drogato da psicofarmaci. Un flacone spray trovato accanto al corpo è l’indizio che inchioda Pettinato.

Il testimone che bruciò le scarpe mentre pettinato urlava «carnaval carioca»

La querella della madre, Delia Muzio, ha già chiesto 15 anni. Il suo avvocato Alejandro Drago non usa mezzi termini: «Non prestó ningún tipo de auxilio, válido o idóneo». Un vicino si è bruciato le suole per cercare gli estintori, mentre l’imputato, uscito indenne, gridava istruzioni agli altri. Rodrigo era basso, leggero: «Podría haberlo sacado», insiste Drago. Ma Pettinato corse via, affidando la salvezza a estranei.

Per la difesa – gli avvocati Lucio Simonetto y Norberto Frontini – non c’è prova di dolo. Il padre Roberto, condannato socialmente prima ancora che legalmente, sostiene: «Non c’è intento, non c’è autore». I periti dei pompieri, però, hanno escluso ogni cortocircuito: fuoco diretto, liquido accelerante, origine sotto il letto. Un scenario che non lascia scampo all’«incidente».

Il precedente sospeso che pesa come benzina sul fuoco

Il precedente sospeso che pesa come benzina sul fuoco

La giustizia argentina ha già dato un campanello d’allarme: nove mesi con la condizionale per abusi su una ragazzina. Rodrigo allora si era spinto in tribunale per difendere «un ragazzo con problemi». Oggi quel gesto risuona come una beffa del destino. Se il giudice accoglie la richiesta Klappenbach, Pettinato tornerà in cella per la seconda volta, stavolta con l’aggravante di un morto tra le lenzuola.

Il verdetto è atteso entro fine mese. L’unica incognita è se la difesa riuscirà a trasformare la cenere in ragionevole dubbio, o se le urla di «carnaval carioca» diventeranno l’epitaffio di una carriera già una volta bruciata.