Pizzaballa bloccato al santo sepolcro: la polizia israeliana ferma il cardinale nel giorno di palme
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, è stato respinto all’alba davanti alla porta del Santo Sepolcro. Motivo: un ordine di sicurezza interno vieta ogni raduno in luoghi senza rifugio antiaereo. Era il Domingo de Ramos, la messa che apre la Settimana Santa, e per la prima volta dopo anni il prelato non ha potuto entrare nella basilica che custodisce il calvario.
«Non avevamo chiesto una processione, solo una celebrazione privata, dieci minuti, una trentina di fedeli», ha raccontato all’emittente Tv2000. «Ci hanno trattato con cortesia, ma il no è stato netto. Ho preferito non insistere: non volevo trasformare un rito in un incidente diplomatico.»

La guerra entra in chiesa
Lo scorso 13 aprile, dopo l’attacco iraniano, un frammento di missile è caduto a 400 metri dal Muro del Pianto. Da allora le autorità israeliane hanno blindato l’intera Old City. Netanyahu ha promesso un «piano speciale» per permettere ai capi religiosi di celebrare, ma nel frattempo i cancelli restano chiusi a doppia mandata.
Il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, era con Pizzaballa. «Siamo arrivati in abiti civili, senza croce processionale. Ci hanno comunque bloccati.» Il timore degli agenti: che la folla si riversi dietro di loro, trasformando il cortile del Sepolcro in un bersaglio facile.
Lo stesso scenario si ripeterà venerdì santo, quando è previsto il rito del Crucis lungo la Via Dolorosa. In ballo non c’è solo la sicurezza: è la credibilità stessa dello status quo che regola i luoghi santi dal 1852. Se un cardinale non può entrare in basilica, il precedente è pericoloso per ebrei, musulmani e cristiani.
«Capisco le ragioni militari», ha concluso Pizzaballa, «ma la preghiera non è un atto di guerra. È l’unico antidoto che ci resta alla spirale della paura.» Intanto, i parroci di Gerusalemme studiano piani di emergenza: messe in casa privata, streaming su WhatsApp, ostie consegnate a domicilio. La Settimana Santa si farà, ma dentro bunker virtuali.
