Podemos tende la mano a iu per cacciare moreno: il tempo stringe

Pablo Fernández lancia l'ultimo segnale. Il segretario organizzativo di Podemos ha detto chiaro e tondo: mano tesa totale a Antonio Maíllo e a «Por Andalucía» per riunire la sinistra e far fuori Juanma Moreno dalla Junta. «Serve un accordo che permetta di disalojar al presidente», ha dichiarato martedì a Madrid, mentre il countdown è partito: venerdì 3 aprile scade il termine per registrare le coalizioni.

La trappola del tempo e il fantasma della divisione

La settimana è cruciale. Le elezioni andaluse si avvicinano e, come già successo in Aragón e Castilla y León, la sinistra rischia di presentarsi divisa. Fonti interne ai partiti confermano: nessuna novità fino a ieri, ma dietro le quinte qualcosa si muove. Conversazioni informali, contatti a più livelli, tentativi di ricucire uno strappo che sembrava insanabile. Fernández, però, insiste: «Molti chiedono questo accordo. E noi stiamo lavorando per chiudere».

La direzione andalusa di Podemos gestisce i contatti, ma lo stato garantisce «pieno sostegno». L'obiettivo è fermare «le politiche di saccheggio, privatizzazioni e distruzione dei servizi pubblici» del PP in Andalusia. E, soprattutto, evitare un altro autogol.

Maíllo: «basta non andarsene»

Maíllo: «basta non andarsene»

Dall'altra parte della trincea, Antonio Maíllo non ha mosso un passo indietro. Il leader di IU ha ripetuto più volte: «La soluzione è semplice. Se nessuno se ne va, si va avanti». In altre parole, Podemos deve solo restare dentro «Por Andalucía», la coalizione che già esiste nel parlamento regionale. «Non facciamo un dramma», ha aggiunto durante un comizio a Granada, «ma la palla è nel loro campo».

Fernández, interpellato su eventuali condizioni, ha tagliato corto: nessun pre-requisito. «Se diciamo mano tesa a Maíllo, il quadro è chiaro: il contesto è 'Por Andalucía'». Ora serve una risposta. E il tempo, letteralmente, è l'unico nemico.

La sinistra andalusa gioca tutto in 72 ore. O trova l'intesa o si presenta divisa, regalando al PP un altro colpo da biliardo. Il silenzio di Maíllo pesa più di ogni dichiarazione. E Fernández, a Madrid, aspetta. Con la mano tesa e l'orologio che corre.