Burlan un cardenal en la víspera de pascua: israel cierra la sepoltura per la prima volta in secoli
Domenica delle Palme 2026, ore 7: Gerusalemme è blindata. Due passi oltre il varco di Via Dolorosa, il cardinale Pierbattista Pizzaballa si ferma davanti al cancello chiuso della Chiesa del Santo Sepolcro. Per la prima volta dopo secoli, la polizia israeliana nega l’ingresso al patriarca latino e al Custode di Terra Santa per celebrare la messa privata. Motivo: «minaccia iraniana». Il grido d’allarme del Patriarcato è immediato: «Misura manifestamente irragionevole».
La logica del coprifuoco sacro
Da quando il 28 febbraio Teheran ha lanciato il primo missile contro Gerusalemme, la Città Vecchia è un labirinto di strade vuote e saracinesche abbassate. La Sepolcro è dentro un dedalo di viuzze dove un’ambulanza impiega otto minuti a girare. Pochi giorni fa, un frammento di intercettazione è piombato sul tetto di un negozio di souvenir a meno di cento metri. L’esercito ha quindi fissato il tetto di 50 fedeli per ogni luogo di culto, purché raggiungibile da un rifugio in 90 secondi. La basilica, scavata nella roccia e senza bunker, non rientra nel perimetro.
Il paradosso: da tre settimane le messe “riservate” ci sono state. «Mai nessun problema» sottolinea Farid Jubran, portavoce del Patriarcato. «Perché cambiare regola proprio il giorno in cui Gesù entra a Gerusalemme?».

Il cardinale si sposta, il mondo protesta
Pizzaballa ha reagito con la diplomazia di chi conosce i corridoi della Knesset. Ha trasferito la liturgia al convento di San Salvatore, accanto alla scuola di musica sotterranea riconvertita a bunker. Ha tenuto il predomento sul vangelo, nessuna citazione dello sgarbo. Ma fuori, le proteste crescono. Washington parla di «eccesso incomprensibile». Parigi denuncia «nuova violazione dello status quo». Roma convoca l’ambasciatore israeliano: per Giorgia Meloni il gesto «offende non solo i credenti, ma la libertà religiosa di ogni comunità».
Netanyahu, nella notte, ha promesso aperture «a giorni». Intanto, il Muro Occidentale è blindato come la Sepolcro, le scuole restano chiuse, i missili di Teheran continuano a tracciare cieli di fuoco sopra la città vecchia.
La Settimana Santa è appena iniziata. Il prossimo appuntamento è il Giovedì Santo: l’altare sarà di nuovo vuoto se i tecnici militare non troveranno una «zona protetta» per il patriarca. «Non chiediamo privilegi», ripete Pizzaballa, «solo dieci minuti di pace dentro la pietra dove è nato il cristianesimo». Gerusalemze oggi concede meno di 90 secondi.