Petrolio russo verso cuba: trump chiude un occhio
Una petroliera russa con 650.000 barili di greggio Urals a bordo ha attraversato domenica la zona economica esclusiva di cuba. La nave, l'Anatoly Kolodkin, partita dal porto russo di Primorsk, punta dritta verso Matanzas. Se non cambia rotta — e non sembra intenzionata a farlo — sarà il primo carico di petrolio ad arrivare sull'isola caraibica da oltre due mesi.
Un'isola al buio da tre mesi
Per capire cosa significhi questo carico, basta guardare cosa sta accadendo a cuba. Il presidente Miguel Díaz-Canel ha ammesso pubblicamente che l'isola non riceve forniture di greggio da tre mesi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: razionamento della benzina, blackout a ripetizione, un sistema energetico al collasso. La cifra parla da sola: 730.000 barili, secondo il New York Times che ha rilanciato la notizia citando una fonte ufficiale americana, rappresentano per cuba un sollievo significativo in un contesto di crisi profonda.

Washington sapeva. e ha lasciato passare
Qui la storia si fa più intricata. L'Anatoly Kolodkin è una nave sanzionata dagli Stati Uniti. Eppure si sta muovendo indisturbata verso un paese che Washington tiene sotto pressione energetica da mesi, bloccando sistematicamente le forniture di petrolio nel tentativo di piegare il governo dell'Avana. Il New York Times ha confermato che un funzionario americano era al corrente della situazione. Lo stesso giornale ha scritto che non è chiaro perché l'amministrazione Trump abbia scelto di non intervenire.
Non è una svista burocratica. Una petroliera russa sanzionata che entra nella zona economica esclusiva di cuba non passa inosservata ai radar americani. La domanda vera non è se Washington sapesse — sapeva — ma perché abbia deciso di guardare dall'altra parte proprio ora.

Il contesto che cambia tutto
C'è un elemento che rende questa vicenda ancora più densa di significato. Negli stessi giorni, gli Stati Uniti hanno temporaneamente sospeso alcune sanzioni contro la Russia per facilitare i flussi di petrolio che le operazioni militari americane e israeliane contro l'Iran avevano contribuito a bloccare. Un'architettura di pressioni e concessioni che ridisegna, silenziosamente, le priorità geopolitiche dell'amministrazione Trump.
In questo quadro, lasciare che una petroliera russa porti greggio a cuba potrebbe non essere un errore. Potrebbe essere un messaggio. O uno scambio. O semplicemente la prova che la realpolitik, quando conviene, supera qualsiasi dichiarazione pubblica.

Matanzas aspetta
I dati di MarineTraffic e LSEG confermano la rotta verso il porto di Matanzas. Se la nave attraccherà come previsto, Cuba riceverà il suo primo rifornimento di greggio da oltre sessanta giorni. Non risolverà la crisi energetica strutturale dell'isola, ma darà respiro a un sistema che stava cedendo. Per l'Avana, in questo momento, è già molto. Per Washington, invece, sarà difficile spiegare come una petroliera sanzionata, carica di petrolio russo, abbia raggiunto indisturbata le acque cubane sotto un'amministrazione che si è presentata come la più dura con entrambi i paesi.
