Trump vuole affossare swalwell con dossier fbi risalenti a dieci anni fa
La Casa Bianca spinge per rendere pubblici fascicoli dell’Fbi su Eric Swalwell, deputato democratico in corsa per la poltrona di governatore della California. I file riguardano un’indagine del 2015 su una presunta agente cinese che aveva raccolto fondi per il congressman. Nessuna prova di illecito, ma il direttore Kash Patel vuole svelare tutto a tre mesi dal voto.

Il dossier che nessuno ha mai letto
L’agente, identificata come Christine Fang, frequentò per anni politici di Sacramento e Washington. Swalwell collaborò subito con l’Fbi, tagliò i ponti con la donna e non fu mai indagato. Ora la storia torna utile: il repubblicano Steve Hilton guida i sondaggi con il 16%, lo sceriffo di Riverside Chad Bianco è al 14%. Swalwell, Katie Porter e Tom Steyer si contendono il 10% ciascuno. La primaria di giugno è un’ roulette: passano i primi due di ogni partito.
La California Teachers Association ha appena stretto un patto con Swalwell, portandogli 310 mila iscritti e un’ organizzazione da 36 milioni di dollari. È il tipo di alleanza che trasforma un outsider in favorito. Trump lo sa. «Il motivo per cui mi attaccano è che sono in testa», ha tuonato il deputato. Adam Schiff e Jamie Raskin parlano di «Fbi piegata a scopi elettorali». Raskin è più diretto: «Non è contrastare la criminalità, è sporcarsi le mani per colpire un avversario politico».
Il timing è perfetto: il governatore Gavin Newsom non può ricandidarsi per limiti di mandato e il campo democratico è frammentato. Se due repubblicani arrivano primi, il 4 novembre la California potrebbe svegliarsi con un governatore trumpiano. Swalwell scommette che i californiani, alla fine, voteranno per chi ha già affrontato l’Fbi e vinto. La posta in gioco è il controllo dello Stato più ricco d’America: 58 contee, 39 milioni di residenti e un Pil che, da solo, supererebbe l’intera economia italiana.