Vance, da trump a 'eroina': l'inversione di marcia che sorprende washington
Un decennio fa, J.D. Vance definiva Donald Trump come ‘eroina culturale’, un’iniezione di adrenalina per un’America in crisi. Ora, il suo radicale cambio di prospettiva, dalla critica feroce al fervente sostegno, sconvolge il panorama politico americano e solleva interrogativi inquietanti.
Un’evoluzione inaspettata: da ‘hitler’ a vice presidente
Pubblicato nel 2016, durante la prima corsa presidenziale di Trump, l'editoriale dell’Atlantic descriveva il presidente eletto come un ‘needle’ nel collettivo americano, una promessa di soluzioni semplici a problemi complessi, un’illusione temporanea. Quel ‘Trump’ era un uomo distante, un osservatore disilluso delle dinamiche del Rust Belt, un autore di Hillbilly Elegy che denunciava la decadenza morale e sociale del suo Paese.
Ma la storia è fatta di svolte. Nel 2022, Vance si è candidato al Senato dell’Ohio, con il pieno sostegno di Trump, e ha vinto. Poi, l’incredibile: è diventato vice presidente nella vittoria del 2024, abbracciando apertamente il leader che un tempo aveva denigrato con parole spietate, arrivando a definirlo ‘America’s Hitler’. Un’inversione di marcia che ha lasciato Washington a bocca aperta.

Le ragioni di un cambio di rotta?
Secondo David Frum, ex redattore dell’Atlantic, Vance “ha attraversato il confine” – un’espressione che suggerisce un abbandono netto dei suoi principi precedenti. L’analisi di Frum suggerisce che Vance non si è lasciato influenzare dalle considerazioni di carriera, ma ha seguito un percorso guidato da una presa di coscienza politica, una valutazione pragmatica delle conseguenze delle politiche di Trump.
Le recenti difficoltà di Trump, con l’approvazione al minimo storico e le politiche migratorie controverse, sembrano aver confermato la sua visione. Vance, ora, si profila come il principale erede del suo mentore, pronto a raccogliere l’eredità di un’America che, a suo dire, ha ritrovato la sua strada.
Un’evoluzione che, come sottolinea Frum, dimostra come i politici, a volte, possano superare i propri limiti per perseguire un obiettivo – anche il più inaspettato.
