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Vice usa apre il vaso di pandora: "non sono alieni, sono demoni"

J.D. Vance ha appena trasformato il dibattito sugli Ufo nel più grande confessionale religioso della Politica americana. Il vicepresidente, ospite del podcast conservatore The Benny Show, ha spiazzato tutti: «Non credo siano alieni. Credo siano demoni». Una frase che, in un colpo solo, sposta il discorso dagli hangar della Pentagon alla teologia escatologica.

Il dossier ufo che nessuno ha mai visto

Trump aveva ordinato la declassificazione integrale dei file sugli Uap entro febbraio. Vance ammette di non avere ancora avuto «nemmeno uno sguardo» ai documenti, sommerso da «economia e sicurezza nazionale». Ma il punto, dice, è un altro: «Quando sento parlare di fenomeni extranaturali, il mio cervello va subito alla dottrina cristiana». Traduzione: quelle luci nel cielo non sono astronavi, sono tentazioni volanti. E citing Keyser Söze de The Usual Suspects, avverte: «Il più grande trucco del diavolo è far credere che non esista».

La dichiarazione arriva a cascata dopo le boutade di Donald Trump («Voglio tutto pubblico») e la strizzata d’occhio di Barack Obama («Gli alieni esistono, ma non li ho mai visti»). Vance, però, alza il tiro: non si limita a chiedere trasparenza, ricodifica l’intero mistero in chiave religiosa. Risultato: il Pentagono diventa il confessionale, i piloti della Navy testimoni di un esorcismo mancato.

Il mercato dell’ignoto fa il pieno di voti

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Perché importa oggi? Perché il 42% degli americani crede agli Ufo e il 20% va a votare se il candidato ci crea. Vance lo sa. Convertire gli «alieni» in «demoni» significa agganciare l’elettorato evangelico senza offrire un solo dossier declassificato. Tre anni di mandato davanti? «Arriverò al fondo dei file», promette. Tempo sufficiente per trasformare lo stigma del «complottista» in capitale elettorale.

Intanto Hollywood fiuta il business: Steven Spielberg tornerà sul tema con Disclosure Day nel 2026. E Whoopi Goldberg, ex Star Trek, già annuncia: «Sono qui da tempo». Vance non ha bisogno di set cinematografici: il suo set è la Casa Bianca, e il nemico vola senza fusoliera.

Il vero dossier, però, è un altro: se il vice presidente riuscirà a consegnare ai fedeli la prova che i demoni sono reali, avrà anche consegnato a Trump un esercito di elettori pronti a credere a qualsiasi nemico identificato dal potere. La prossima campagna si chiama già: “Lucifer, go home”.