Pucacolpa: il sindaco svela un operativo militare sospetto e un possibile traffico di droga
Pucacolpa, Huancavelica – Una rivelazione scioccante emerge dalla vicenda dei cinque giovani morti in un’operazione militare nella zona del VRAEM. Il sindaco Rogelio Tovar, intervistato da Epicentro TV, ha messo in discussione la natura dell’intervento, insinuando che le forze armate avrebbero agito come malintenzionati, piuttosto che come operatori di legge.

Un torneo di calcio e un ritorno a casa, un’operazione sospetta
La tragedia si è consumata mentre i giovani, reduci da un torneo di Copa Perú, tentavano di rientrare a Huancayo. Un’intercettazione, orchestrata da un gruppo di militari – descritto dal sindaco come solo otto uomini – ha poi portato alla loro morte. Ma la versione ufficiale, quella del traffico di droga, appare sempre più fragile.
Tovar sottolinea che l’azione, definita “anomala” rispetto alle procedure standard per i controlli territoriali (che richiedono un dispiegamento di almeno 15-20 uomini), è stata caratterizzata da tattiche classiche di intimidazione: l’obliterazione della carreggiata con massi, costringendo veicoli e pedoni a fermarsi o a ridurre la velocità. Un modus operandi più simile a quello di un’estorsione che a un’operazione di contrasto alla criminalità organizzata.
Il sindaco, citato da Andina, afferma con chiarezza: “Non era un’operazione militare. Gli otto militari sono andati ad assaltare, presumibilmente per recuperare droga. Questa è la causa dell’intervento contro i giovani”. Un’accusa pesante, che solleva interrogativi inquietanti sulla reale motivazione dell’azione e sulla possibile confusione tra giovani e “mochileros”, come li definisce Tovar.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Tayacaja, stanno procedendo spedite: perizie balistiche, analisi di assorbimento atomico e l’acquisizione dei cellulari coinvolti, insieme al veicolo in cui viaggiavano i ragazzi, mirano a ricostruire la dinamica dell’accaduto e a stabilire le responsabilità.
La vicenda, con la sua serie di contestazioni e incertezze, evidenzia ancora una volta la complessità e la violenza che caratterizzano la lotta alla droga nel VRAEM. Un conflitto che, troppo spesso, si traduce in vite umane spezzate e in sospetti che pesano sulle comunità locali. La giustizia, in questo caso, deve fare luce su un’ombra lunga e inquietante.
