Quito abbandona la palma di cera e salva il suo ecosistema con la fede

Le vie coloniali di Quito odoravano di rosmarino e incenso: nessuna palma di cera in mano, solo rami verdi a ricordare che la tradizione può cambiare pelle senza tradire lo spirito. È bastato un divieto, qualche campagna di sensibilizzazione e l’audacia di credere che perfino la Settimana Santa possa fare i conti con la crisi climatica.

La palma di cera resta in piedi, in mezzo ai parami

Per secoli la Ceroxylon quindiuense è stata la regina indiscussa del Domingo de Ramos: foglie lucide, tronchi alti fino a 45 metri, simbolo di gloria e di resurrezione. Oggi quegli stessi tronchi sono fili di acciaio verde che reggono l’habitat di Ognorhynchus icterotis, il pappagallo dalle orecchie gialle, a un passo dall’estinzione. L’Ecuador lo sa: se la palma cade, casca un pezzo intero di Ande.

La processione è partita all’altezza della Basilica del Voto, il neogotico più grande d’America, e si è snodata come un serpente di cori down-tempo: «Jesucristo, yo estoy aquí» ripetuto all’infinito, quasi un loop hipnotico. In mezzo al fumo dell’incenso, i cucuruchos in tunica viola e i musicanti di ottoni hanno tirato fuori un sound che è metà coloniale, metà trap latino: i cellulari alzati hanno fatto da palco, la folla da coro.

Anahí Aldaz, 48 anni, commessa di un supermercato, ha portato il ramoscello di rosmarino legato con un nastro tricolore. «È per mia figlia che lavora a Madrid, perché non dimentichi che qui si prega anche quando il terremoto ti ha portato via la casa», dice. Alle sue spalle, Andrea Flores, studentessa di criminologia, ha una motivazione più terrena: «Se Cristo entra in città, forse i rapinatori restano a casa. La violenza cala solo se la gente crede in qualcosa».

La messa finale è un contratto sociale

La messa finale è un contratto sociale

Sulla piazza di San Francisco, patrimonio UNESCO dal 1978, il vescovo John Castro ha alzato il braccio come un manager che chiude un affare: «La pace è un prodotto locale, non si importa». Ha consacrato migliaia di ramoscelli con un gesto rapido, quasi una catena di montaggio. Nessuno ha protestato per la mancanza della palma