Rahm fuori dal masters: il ranking lo scaraventa fuori top 25 e augusta trema
Jon Rahm non perde solo un torneo, perde pezzi di stella. Il weekend senza LIV ha fatto scattare la molla dell’inflazione tecnica e il basco è già fuori dalla Top 25 mondiale, a tre respiri dal Masters che comincia il 9 aprile. Augusta non perdona chi arriva in calo: dal 28º posto è piombato al 29º, il peggior viatico per chi soglia il seconda maglia verde.
Il ranking non è un’opinione, è una fotografia. E la foto dice che chi non gioca, scivola. Mentre Scottie Scheffler continua a dominare il podio virtuale, Rory McIlroy lo tallona a distanza d’ombra. Dentro la top ten l’unico movimento è l’ingresso di Chris Gotterup, numero 9, che spedisce Russell Henley fuori dall’elite. Tutto il resto è stasi, ma è una stasi che scotta.

Il salto di woodland e il ritorno di bhatia
Gary Woodland ha fatto il salto del secolo: da 139 a 51 in una domenica. Il successo ad Houston è valso 1.458.000 dollari e 72 posizioni nel ranking, il più ampio guadagno settimanale da quando il sistema ha cambiato formula nel 2022. Accanto a lui, Akshay Bhatia rientra nella top 20 scavalcando Viktor Hovland e Harris English, due nomi che fino a ottobre sembravano intoccabili.
La lezione è brutale: vinci e voli, perdi e affondi. Il DP World Tour indiano ha cancellato David Puig, passato al taglio ma non oltre, ora 79º. Ángel Ayora perde altri due scalini, 108º. L’unico spagnolo che sorride è Eugenio López Chacarra: secondo a Gurugram, balza dal 149 al 123, l’unico movimento positivo tra gli iberici.
Augusta si avvicina con il contagocce di ranking points. Chi è fuori dai 50 rischia l’esilio dalle majors future, perché la OWGR è la chiave d’accesso. Rahm lo sa: il suo calendino LIV gli garantisce montepremi faraonici, ma non gli regala punti. E senza punti, non c’è paradiso.