Rajoy: «nessuna registrazione, bárcenas mente», scatto in aula

La battaglia giudiziaria attorno all’operazione Kitchen si infiamma. La portavoce del Gruppo Popolare, Ester Muñoz, lancia un’accusa netta e senza appello: Mariano Rajoy non ha nulla da temere dalle registrazioni di Bárcenas.

La parola di rajoy: «non esistono»

In un’intervista rilasciata al programma ‘Parlamento’ di RNE, Muñoz ha ribadito con forza che l’ex tesoriere del PP, Luis Bárcenas, ha detto di possedere delle registrazioni, ma che poi le ha distrutte. «È la parola di Bárcenas», dichiara Muñoz, «e di molti altri che affermano che sia falso». La posizione è ferma: “Rajoy non ha paura della giustizia e, soprattutto, non ha queste registrazioni”.

Il leader del gruppo parlamentare ha sottolineato che Bárcenas, nel suo testimonianza davanti alla Audiencia Nacional, ha rivelato di avere una registrazione di Rajoy relativa alla ‘contabilità extracontabile’ del PP, aggiungendo di aver chiesto a un compagno di prigione di distruggere altri audiodischi “con riferimenti a MR, ovvero Mariano Rajoy”.

Rajoy, durante la sua stessa testimonianza, ha negato categoricamente di temere di essere incastrato, affermando che “non aveva motivo di temere” e che, se avesse avuto delle registrazioni, le avrebbe rese pubbliche, come hanno fatto altri documenti.

Il pp: «niente timori, solo verità»

Il pp: «niente timori, solo verità»

Muñoz ha quindi difeso con veemenza la posizione del suo partito, affermando che il PP “non dovrebbe distanziarsi” di Rajoy, considerando che “quando è stato testimone, ha detto che era tutto falso e Bárcenas non può dimostrarlo”. Il Gruppo Popolare, secondo Muñoz, “non ha paura della giustizia” e non intende “attaccare i giudici per i casi in cui ci sono persone del Partito Popolare” né “fare ‘lawfare’ come fa il governo spagnolo”.

La vera strategia del PP, sottolinea Muñoz, è quella di “far valere la giustizia” e “che chi deve pagare, lo paghi”. L’accusa di corruzione, insomma, non deve portare a “attacchi infondati ai magistrati”, ma a una vera e propria indagine e a una sentenza basata sulle prove concrete.

Un’affermazione che ribadisce la determinazione del Gruppo Popolare a non farsi intimidire da accuse che considera infondate e a difendere la propria immagine, anche di fronte a un processo giudiziario che ha scosso profondamente il panorama politico italiano.