Riera scrive la parola fine al primo set e vola agli ottavi di bogotá
Quando il punteggio diceva 3-5 contro, Julia Riera ha stretto i denti come se la racchetta fosse l’unica ancora di salvezza. Venti minuti dopo, la terra rossa del Country Club le urlava «game, set, match»: 7-6(?) 6-1 a Séléna Janicijevic e passaggio agli ottavi del WTA 250 di Bogotá.
La storia del match è tutta lì, nel primo set che sembrava compromesso. La francese, n. 140 WTA, gestiva il servizio con la sicurezza di chi ha già vinto due volte in carriera su queste alture andine. Poi, sul 5-3, è arrivato il break-fantasma: un rovescio lungo della 23enne di Rosario che ha bucato la linea di pochi millimetri e ha aperto una falla. «Non ho mai smesso di crederci, nemmeno quando il tabellone mi dava spacciata», ha dichiarato Riera, n. 186 al mondo, ancora in cerca del primo quarto di finale in un torneo del circuito maggiore.

Il rullo compressore di maria e l’assalto dei giovani
Mentre Riera firmava la rimonta, Tatjana Maria confermava il suo dominio sulla capitale colombiana. La tedesca, due volte regina qui nel 2022 e 2023, ha spazzato via la wild-card locale Valentina Mediorreal per 6-2 6-1 in appena 67 minuti. Ora attende la polacca Katarzyna Kawa, autrice di un doppio 6-0 a Carole Monnet. L’età media del field scende invece con Julieta Pareja, 17 anni, carta d’identità statunitense ma sangue colombiano: 6-3 6-3 a Elizabeth Mandlik e biglietto per il tabellone principale, dove affronterà la vincitrice tra María Torres Murcia e Panna Udvardy.
A chiudere il quadro degli ottavi anticipati c’è Despina Papamichail, 32 anni, che ha ricamato 6-3 6-1 su Anastasia Tikhonova e ora guarda alla sfida tra la giovanissima tedesca Ella Seidel e la letona Darja Semenistaja. Il torneo, intanto, prepara il fuoco di domani: Camila Osorio, campione uscente, sfida l’americana Caroline Dolehide sul centrale, mentre Jessica Bouzas Maneiro (n. 48) deve difendere la testa di serie numero 4 dal’assalto della qualificata francese Tiantsoa Rakotomanga.
La terra di Bogotá, a 2.600 metri d’altitudine, resta un terreno di conquista. E Riera, per ora, ha scavato il suo solco più profondo.