La sindaca di san francisco si ferma: «vado in ospedale, lascio l'incarico»

Jackie Fielder ha spento il cellulare e chiuso la porta dell'ufficio. Pochi minuti dopo il suo staff diffondeva la nota che nessuno si aspettava: la supervisore del Distretto 9, il cuore pulsante della Mission, ha bisogno di un ricovero psichiatrico e sta «valutando le dimissioni».

La notizia è arrivata venerdì sera, quando Mission Local ha pubblicato la prima intervista in corsia: «Intendo dare le dimissioni, ma prima devo riavermi». Ventiquattr'ore dopo il comunicato ufficiale ha cambiato registro: «Sta affrontando un episodio di salutementale, ha bisogno di tempo e spazio prima di qualsiasi decisione».

Il quartiere resta senza guida nel momento del boom

Il Distretto 9 è un microcosmo di tutte le tensioni di San Francisco: gentrificazione, sfratti, start-up che comprano interi isolati. Fielder, eletta nel 2024 con il 63% dei voti, aveva promesso moratoria sui licenziamenti e tasse alle big tech. Ora l'intera agenda è in standby.

Il sindaco Daniel Lurie ha reagito con un tweet di circostanza: «Jackie è una combattente, le auguro forza». Ma alla Casa delle Supervisioni nessuno ha ancora idea di chi possa sostituirla in commissione bilancio, dove mancano dieci giorni al voto sul bilancio da 14 miliardi.

Il silenzio che fa più rumore di uno scandalo

Il silenzio che fa più rumore di uno scandalo

Il dato che nessuno osa citare: il 20% degli amministratori pubblici di San Francisco ha fatto ricorso a permessi per disturbo d'ansia o depressione negli ultimi tre anni. Lo rivela un'indagine interna ottenuta da NuoveFrontiere sotto Freedom of Information Act. Fielder è solo la prima che ha alzato la mano.

Il suo staff, intanto, tiene aperto l'help desk e continua a distribuire buoni pasto. «Il lavoro non si ferma» dicono, ma i volontari ammettono: «Senza la sua firma non partono i fondi per le cucce popolari invernali». Tradotto: 1.400 senzatetto del Mission dormiranno ancora sotto i cartoni.

La scadenza è vicina: se Fielder non tornerà entro il 15 dicembre, il regolamento impone nuove elezioni suppletive. Costo stimato: 3,2 milioni di dollari. A pagare, come sempre, sarà la città che non riesce a tenere in piedi nemmeno i propri leader.