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L'american heart association sfida trump: addio carne rossa, latte intero e zuccheri

È guerra aperta negli Stati Uniti tra la scienza cardiologica e la Casa Bianca. Mentre Trump e il suo segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. propongono hamburger, lardo di manzo e latte intero per «ripulire» l’alimentazione americana, l’American Heart Association (AHA) ha appena ribaltato il tavolo: più legumi, meno carne, zero grassi saturi, stop a latticini pieni di panna.

Il documento, pubblicato martedì, è una cannonata da 50 pagine contro le «fake food» che secondo l’amministrazione farebbero bene al cuore. L’AHA raccomanda un piatto che fa venire il mal di pancia ai ranch del Texas: verdure a volontà, frutta, cereali integrali, proteine vegetali (fagioli, lenticchie, noci, semi), latti scremati e yogurt 0%. La carne rossa? Solo se magra, poco cotta, poco spesso. Il resto è catalogato come prodotto di rischio.

Il duello trump-aha spacca washington

Il duello trump-aha spacca washington

Lo scontro è anche politico. A gennaio Trump ha presentato le sue «dietary guidelines» personali: più proteine «da tutte le fonti», latte intero «per crescere forti» e il ritorno del beef tallow nei programmi scolastici. Kennedy prometteva di «ripulire» gli additivi chimici, ma taceva sul colesterolo. L’AHA, invece, mette i puntini sulle i: ogni grammo di grasso saturo in più costa 2% di infarti in più. La cifra è nell’abstract, non nei tweet.

Il segretario alla Salute non ha ancora risposto, ma i lobbisti della carne già fanno i conti: se le raccomandazioni diventano policy, il consumo di manzo americano potrebbe calare del 12% entro il 2027. Tradotto: 4 miliardi di dollari di fatturato in meno per l’industria dei feed-lot.

La battaglia si gioca anche nei supermercati. L’AHA punta il dito contro gli alimenti ultraprocessati, quelli che stanno spazzando via le diete dei bambini già a un anno di età. Il messaggio è chiaro: se vuoi un cuore sano, comincia quando ancora mangi pappe. Trump, dal canto suo, invita a «mangiare come i pionieri»; la differenza è che i pionieri morivano a 35 anni.

La FDA, controllata ancora da nomine repubblicane, fatica a tenere il passo. Un portavoce si è limitato a dire che «le linee guida dell’AHA sono in linea con i nostri principi» e ha promesso «collaborazione». Nel frattempo, però, il Congresso ha già in calendario un emendamento per bloccare i fondi a eventuali campagne anti-latticini interi. Il lobbying si è mosso prima della digestione.

Il risultato è un Paese spaccato a metà: da una parte i cardiologi che chiedono di «tagliare il grasso» per salvare 800.000 vite l’anno; dall’altra la retorica del «cibo vero» che suona molto Make America Great Again ma puzza di puro sangue bovino. La prossima mossa? L’AHA ha anticipato che entro maggio pubblicherà uno studio costato 14 milioni di dollari: servirà a dimostrare che ogni porzione di beef tallow aggiunta alla dieta aumenta il rischio di morte cardiaca del 9%. A quel punto la battaglia non sarà più solo politica, sarà una questione di numeri. E i numeri, a differenza dei tweet, non mentono.