Ucciso dalla polizia durante una crisi: aveva chiamato lui stesso il 112
Aveva chiamato lui stesso per chiedere aiuto. Alexander LaMorie, 25 anni, autistico, residente nel complesso di Patuxent Commons a Columbia, nel Maryland, è morto il 1° marzo sotto i colpi degli agenti della polizia della contea di Howard intervenuti per quello che era stato classificato come un controllo sul benessere di un individuo in crisi. Un uomo che cercava ascolto, non pallottole.
La sequenza di quella notte, fotogramma per fotogramma
Le immagini delle bodycam, rese pubbliche dall'Ufficio del Procuratore Generale del Maryland, raccontano una storia che fa male a guardare. Gli agenti arrivano al complesso residenziale, bussano all'appartamento di LaMorie, non lo trovano. Iniziano a cercarlo nell'edificio. Poi arriva la voce alla radio: un uomo armato di coltello si sta avvicinando agli agenti.
LaMorie è fuori, in uno spazio aperto, con un coltello in mano. Gli agenti gli intimano più volte di lasciarlo cadere. Lui avanza. La sua voce, captata dal microfono, dice qualcosa che stringe lo stomaco: «Non mi importa. Non voglio più vivere, voglio essere libero dal mio dolore». Un agente risponde, con una voce che sembra voler guadagnare tempo: «Può migliorare, te lo dico io, può migliorare». Poi i colpi. Poi il silenzio. Poi i soccorsi, tardivi per definizione.
Un coltello è stato recuperato vicino al corpo, ha confermato l'Ufficio del Procuratore Generale, che ha aperto un'indagine indipendente attraverso la sua Divisione Investigativa. Gli agenti coinvolti sono stati identificati: Joel Rodriguez, due anni di servizio; Cody Bostic, sei anni; Joseph Riebau, dieci anni di carriera alle spalle.

Chi era davvero alex lamorie
La famiglia lo descrive come «una persona gentile, amorevole, entusiasta, una luce luminosa nella comunità». Non è retorica del dolore. LaMorie era uno dei primi residenti scelti per vivere a Patuxent Commons, un complesso pensato specificamente per anziani e persone con disabilità. Era orgoglioso di farne parte. Partecipava a tavole rotonde sull'autismo, teneva presentazioni pubbliche, aiutava chi affrontava il lutto — materia che conosceva bene, anche attraverso i video realizzati con sua madre, autrice e consulente del lutto.
La famiglia ha definito la sua morte «insensata e crudele», e ha detto di non riuscire a comprendere come sia potuto accadere. Non è una dichiarazione di circostanza. È la voce di chi ha perso un figlio che aveva costruito, nonostante tutto, una vita intera.

La risposta delle istituzioni, tra promesse e numeri
Il County Executive Calvin Ball e il capo della polizia Gregory Der hanno promesso cambiamenti. Ball ha dichiarato che quasi l'80% degli agenti della contea è certificato in interventi specializzati per persone con autismo e altre disabilità. Ha anche annunciato l'intenzione di ampliare le opzioni non letali a disposizione degli agenti, inclusi taser aggiuntivi.
Un dato che pesa: negli ultimi cinque anni, la contea di Howard ha ricevuto oltre 5.000 chiamate legate alla salute mentale in cui un individuo minacciava di farsi del male. Cinquemila volte in cui qualcuno ha alzato il telefono sperando che qualcuno dall'altra parte sapesse come rispondere. LaMorie era una di quelle chiamate. E quella notte, il sistema non ha retto.
Chi si trova in una situazione di crisi emotiva può chiamare il Suicide and Crisis Lifeline componendo il numero 988.
