Sevilla a rischio blackout aereo: i controllori minacciano sciopero durante la fiera e la finale di coppa
Dieci uomini in torre, turni ridotti al minimo e un’estate che promette traffico da record. È la bomba ad orologeria che i controllori dello scalo di Sevilla hanno appena mostrato al pubblico: se Saerco non si siede al tavolo, la protesta scatterà proprio quando la città brinderà alla Feria de Abril e al trofeo del Rey.
La firma sul comunicato è di Pablo Gómez Junquera, portavoce di Usca, il sindacato che raggruppa i gestori di volo spagnoli. «Non chiediamo più soldi, chiediamo più gente» ha tuonato davanti ai microfoni, sottolineando che la squadra è crollata da 16 a 10 unità da quando la concessionaria ha preso in mano la torre, nel settembre 2021. «Ogni giorno facciamo i salti mortali per coprire rotazioni che cresceranno del 10 % già da maggio. E l’azienda ci propone turni ancora più corti. È uno spostare il problema sotto il tappeto, finché il tappeto non prende fuoco.»
L’ombra di un caos da 50 mila passeggeri
Il timore è concreto: la sciopero colpirebbe nel momento di picco. La Feria de Abril trasforma Sevilla in un vortice di flamenco, cavalli e charter privati; la final de la Copa del Rey aggiunge curve e charter ufficiali. Nel 2023 lo scalo superò le 7.500 operazioni tra i due eventi: stavolta, con la new normale del turismo, gli esperti parlando di 50 mila passeggeri extra in una settimana. Nessuno ha dimenticato l’inferno del 2010, quando lo sciopero nazionale dei controllori paralizzò 400 voli in un solo giorno.
Saerco, dal canto suo, sostiene di aver «rafforzato il personale con nuove assunzioni» e di voler «dialogare costruttivamente». Ma i numeri del sindacato raccontano altro: «Siamo sotto il minimo legale di 13 controllori per turno, con coperture che durano 12 ore filate. Se uno si ammala, saltano due giornate».

L’helicóptero 061 e il cielo cittadino nel mirino
Il problema non è solo turistico. La torre di Sevilla gestisce anche gli heli-ambulanze del 061 che decollano dalla Cartuja per portare i pazienti agli ospedali. «Una protesta bloccherebbe pure quelle rotte» avverte Gómez Junquera. «Significa che un infarto potrebbe dover attendere un’ambulanza stradale invece di un elisoccorso.» L’area di responsabilità della torre copre l’intera città e il suo entroterra fino a 1.900 piedi: ogni dron, ogni volo scuola, ogni piccolo traffico privato passa da lì.
L’Enac spagnola, per ora, tace. Ma le compagnie low cost hanno già iniziato a reperire slot alternativi a Jerez e Málaga, nel caso. Il costo? «Un milione di euro di rimborsi al giorno» calcola una fonte di Vueling. «E il danno d’immagine per la Andalucía è incalcolabile.»
Il countdown è partito: i controllori dicono che basterà un atto di firma per evitare il caos. Saerco risponde con silenzi e promesse di «valutare nuove modalità operative». Intanto, i biglietti per la Fiera si vendono, le squadre di calcio prenotano charter e l’estate si avvicina. «Non vogliamo bloccare nessuno» conclude Gómez Junquera. «Ma se l’unica lingua che capiscono è quella dello sciopero, ci troveremo costretti a parlarla.»