Spagna blinda il cielo: stop ai jet usa-israele contro l'iran

Madrid chiude l’aria. Senza preavviso, il governo spagnolo ha bloccato ogni sorvolo militare legato all’operazione Furia Epica, la campagna di Washington e Tel Aviv contro Teheran. Una decisione che colpisce al cuore le basi Usa di Rota e Morón e che, per la prima volta, esclude Madrid da una guerra non ancora dichiarata.

Lo spazio aereo spagnolo diventa improvvisamente inaccessibile per i caccia che decollano da Portsmouth o da Istres, per i tanker in volo da Ramstein, per i droni che sorvolano il Mediterraneo con il codice di missione “F.E.”. Il divieto vale per tutto: decollo, atterraggio, transito. Una murata invisibile, ma letale per chi la ignora.

Il nodo rota-morón, dove l’america si sente tradita

Rota è la porta d’ingresso americana sul Mediterraneo; Morón, la porta d’uscita verso l’Africa. Insieme, muovono 4.000 soldati, 40 aerei, flotte di droni e un comando che controlla metà strade marittime del pianeta. Ora, quegli hangar restano blindati. E Trump, già irritato, minaccia di “rivalutare la presenza” in Europa di chi non lo aiuta a chiudere lo stretto di Ormuz.

Margarita Robles, ministra della Difesa, non ha mezze misure: «La posizione di Madrid è chiara: nessuna guerra». Una frase che suona come un ceffone all’Alleanza Atlantica, abituata a vedere la Penisola come ponte e non come muro.

Lo scenario è esplosivo. Il 28 febbraio, aerei Usa e israeliani hanno colpito siti nucleari iraniani. Teheran ha risposto affondando due petroliere. Washington ha chiesto aiuto: Madrid ha detto no. Ora, 20 super-tanker attendono il via libera per attraversare Ormuz. Trump parla di «rispetto» iraniano, ma dietro la parola c’è il timore di un blocco totale del petrolio che partirebbe da qui.

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Nei bunker della Nato circola una stima: se lo stretto resta chiuso più di tre giorni, il prezzo del greggio schizza oltre i 120 dollari. Le compagnie europee hanno già attivato i piani di razionamento. E in Italia, dove il 13% del diesel arriva da Qatar e Emirati, i gestori stanno studiando turni preferenziali per i camion. Lo scoppio di una guerra nel deserto si misura così: in code all’autostrada, in fatture più care, in un’estate che rischia di diventare più nera del petrolio.

La Spagna, per ora, resta ferma. Nemmeno un jet è decollato da Rota nelle ultime 48 ore. I radar di Sevilla segnalano solo aerei civili: il segnale che, per una volta, il business della guerra ha trovato un muro. E non è neppure troppo alto: basta la volontà di dire di no.