Spagna-egitto, l'ultima telefonata prima del mondiale
Il RCDE Stadium di Cornellà de Llobregat è un teatro di cartone, stasera: 21.000 posti, un cielo da marzo e dentro il campo la Spagna che chiude la porta all'estate e a Luis de la Fuente, che tra pochi mesi dovrà dire chi parte e chi resta. L'Egitto è l'ultimo test prima che i numeri smettano di essere amichevoli e diventino nomi su un foglio A4, quelli del Mondiale 2026.
Il 3-0 alla serbia è già polvere
Sì, la Spagna ha massacrato la Serbia campione d’inverno: 3-0, 24 gol fatti, 2 subiti, sei vittorie su sette. Ma lo scorso ottobre è un’altra vita. Stasera De la Fuente vuole vedere chi regge la luce di un cantiere aperto: Pedri che torna, Gavi che scalpita, Nico Williams che prova a diventare titolare anche quando la partita non vale un titolo. L’Egitto di Rui Vitória è un avversario di carta, ma è anche Mohamed Salah che nel 2022 ha umiliato la Spagna in un'amichevole al Bernabéu. Il ct lo sa e ha chiesto la musica alta negli spogliatoi per ricordare l’odore di una sconfitta.
Intanto, a 10.000 km di distanza, altre quattro nazionali europee giocano la loro ultima possibilità di vedere il Canada, Messico e gli Stati Uniti. Bosnia-Italia, Svezia-Polonia, Kosovo-Turchia, Repubblica Ceca-Danimarca: sono le semifinali di una roulette chiamata spareggio. Le due finali di martedì notte decideranno chi sale sul treno che parte dal 2026 e chi resta a guardare la tv.

Guadalajara e monterrey sono un altro pianeta
Mentre la Spagna fa la spola tra Barcellona e Madrid, in Messico si gioca il resto del mondo. All’Estadio Akron, RD Congo e Giamaica si sfidano per un posto che nessuno dei due ha mai toccato. All’Estadio BBVA, Irak e Bolivia si giocano l’America come se fosse un film di Oliver Stone. Sono le 23.00 e le 5.00 di mercoledì, orari da notte brava per chi ha il sonno leggero e il pallone nel sangue.
La notte europea è un caleidoscopio di amichevoli che puzzano di Mundial: Norvegia-Svizzera, Inghilterra-Giappone, Paesi Bassi-Ecuador, Stati Uniti-Portogallo, Argentina-Zambia, Brasile-Croazia. Sono partite che non valgono punti, ma valgono posti in aereo. In un anno, questi nomi saranno negli spogliatoi di Los Angeles o Vancouver, ma stasera sono solo facce su uno streaming.
L’under 21 è un vivaio che non dorme mai
A Madrid, alle 19.00, la Spagna Under 21 gioca contro il Kosovo nell’impianto di Alcalá de Henares. Sembra un dettaglio, ma è lì che De la Fuente ha pescato Pedri e Gavi. Marc Bernal, Gonzalo García, Chema Andrés sono i nuovi nomi che cercano di diventare verbi. Il Europeo 2027 è lontano, ma il biglietto per il Mondiale parte anche da lì.
La giornata è un puzzle di orari e fusi: alle 18.00 c’è Bulgaria-Spagna Under 19 a Krizevci, in Croazia. Alle 21.30, Valladolid-Cádiz in Liga Hypermotion. Alle 20.30, Valdepeñas-Cartagena in futsal. Il pallone non ha orari, ha solo appetite.
Stasera, quando il fischio finale di Cornellà farà tremare le tribune, la Spagna avrà un altro nome in più nella testa di De la Fuente. Ma il vero spettacolo è un altro: è il silenzio che segue la lista dei convocati, il momento in cui un sogno diventa un biglietto o un rimpianto. Il Mondiale 2026 è ancora lontano, ma per qualcuno è già troppo tardi.