Argentina: messi guida la riscossa, ma la politica torna a infastidire
La nazionale argentina ha travolto lo Zambia 5-0 a La Bombonera, una vittoria che cancella le ombre di una settimana travagliata e segna l'addio al pubblico argentino prima del Mondiale 2026. Ma l'ombra delle polemiche, legate a questioni legali e a un clima di divisione, continua a gravare sul clima.

Un'esplosione di gioia, offuscata da tensioni
Dopo l'amarezza del pareggio contro la Mauritania, l'Argentina ha ritrovato la sua identità, trascinata da un sontuoso Lionel Messi, autore di un gol e di un assist. La squadra di Scaloni ha dominato lo Zambia, mostrando un gioco brillante e una determinazione ritrovata. Il pubblico di La Bombonica ha festeggiato, ma l'entusiasmo è stato mitigato dalle recenti polemiche che hanno scosso il mondo del calcio argentino.
La cancellazione della Finalissima contro la Spagna e i problemi giudiziari che coinvolgono il presidente della AFA, Claudio Tapia, con accuse di retensione e omessa versione di imposte per oltre 19 miliardi di dollari, hanno creato un clima di incertezza e tensione. E le dichiarazioni dei giocatori, percepite come critiche nei confronti della nazionale, hanno alimentato ulteriormente il dibattito.
“A volte siamo un paese che, invece di unirsi, distrugge o genera polemiche,” ha dichiarato Rodrigo De Paul, entrato in campo nella ripresa. Il centrocampista, visibilmente contrariato, ha insistito sul fatto che i giocatori sono solo calciatori, non politici, e che il loro obiettivo è difendere i colori della nazionale. “Veniamo a giocare a calcio e a difendere il paese in quello che sappiamo, dentro la cancha. Quando abbiamo un Mondiale, mancano solo due mesi, e quello che dobbiamo fare è unirci. Abbiamo vinto la Coppa del Mondo perché l'ultimo sforzo lo ha dato la gente; non vogliamo che si rompa questo.”
Valentín Barco, a referto con un gol, ha ripreso lo stesso concetto: “Capisco che la polemica, quando ci sono nomi con un certo peso nella selección, venda un po' di più, ma non è il momento di disinformare, è il momento di stare tutti insieme. Il maggior percentuale di se vinciamo o perdiamo è nostro, ma sono convinto che quel pochino che ci mancava ce l'ha dato la gente, quell'incoraggiamento. Avremo bisogno di loro di nuovo e quello che più desidero è che siamo più uniti che mai. Quel messaggio è arrivato dai giocatori più esperti.
Le parole di De Paul, pronunciate quasi all'alba, sono state poi accompagnate da un gesto simbolico da parte di Claudio Tapia, che sui suoi social media ha pubblicato due foto: una con Messi e l'altra con lo stesso De Paul. Un tentativo di placare gli animi e di sottolineare l'unità del gruppo, nonostante le difficoltà.
Il Mondiale si avvicina, con l'Argentina inserita nel Gruppo J. Il 16 giugno contro l'Algeria, il 22 contro l'Austria e il 27 contro la Giordania. Due amichevoli negli Stati Uniti precederanno il torneo. Ma la lezione è chiara: il successo della nazionale dipende non solo dal talento dei suoi giocatori, ma anche dalla capacità di superare le divisioni interne e di ritrovare l'unità nazionale.
La squadra di Scaloni ha dimostrato di saper reagire alle avversità, ma il futuro rimane incerto. La politica, come un'ombra persistente, continua a minacciare di oscurare il sogno di un nuovo trionfo mondiale. Solo uniti, e concentrati esclusivamente sul campo, gli argentini potranno sperare di raggiungere un nuovo obiettivo storico.