Chisora: «tutti han paura della fine, ma io vado a cercarla»

Derek chisora ha 42 anni, 49 combattimenti sul groppone e un solo pensiero fisso: Deontay Wilder sabato all’O2 di Londra. «Lo mando ko, punto. Poi chiudo e apro il camion dei burger per tutti».

L’ultima notte del “war”

Per tre anni tutti gli hanno urlato di smettere. Troppo sangue, troppo cemento nella testa. Lui ha fatto tre vittorie di fila – Joyce, Wallin – e adesso si gioca la carta più alta: un ex campione mondiale che ha già steso Fury quattro volte. «Wilder è un cane ferito. Quelli fanno più male».

La moglie Emily non ci sta. Lui la guarda, stringe le spalle: «Non parliamo di pericoli. La vita è un cazzo di Rolex in un quartiere sbagliato: ti pugnalano per un orologio. Il ring è l’unico posto dove so chi mi sta di fronte».

La droga della routine

La droga della routine

«Il pugilato è eroina pura», dice mentre mostra guantoni da 24 once per gli sparring. «Senza incontro non esisto. Mi alzo, conto i giorni, ingrasso. Quando c’è la data, entro in trincea: 6 ore di palestra, 10 km di corsa, 2000 calorie. Tutto torna».

Sui danni cerebrali non si scompone. «Accetto il rischio. McGuigan fa il cruciverbone? Io torno a casa e ricordo dove ho parcheggiato. Test superato».

Farage, trump e il burger che unisce

Farage, trump e il burger che unisce

Nigel Farage sbuca nella stanza privata del ristorante londinese come un cameo inaspettato. «Ci conosciamo da anni», dice Chisora. «La sua politica è sua. Io sono zimbawese, i miei figli inglesi. Il resto è rumore».

Trump? «Fermò sette guerre, ne ha aperta una nuova. Non mi piace l’ultima puntata». Populisti ricchi che parlano dei poveri? «Chi è pulito? Guarda i sondaggi: la gode solo chi sta sopra».

Dopo l’ultimo gong scatterà la tradizione: 100 hamburger Five Guys per staff, avversario e giornalisti. «È iniziato dopo Whyte 2. Avevo fame, sono tornato negli spogliatoi e i miei avevano finito i panini. Da allora ordino il doppio. Il cibo è l’unica cosa che non tifa».

Chisora non promette redenzioni. Solo un pugno destro e un cartone di patatine. «Fine matrimonio, fine vita, fine carriera: tutti la temono. Io ci corro incontro con le mani basse».