Dunstone affonda di nuovo: canada travolto 9-3 da shuster
Il tritolo è arrivato al settimo end. Matt Dunstone ha guardato l’ultima pietra americana scivolare verso il centro del bersaglio, ha sentito il boato di John Shuster e ha capito che la partita era chiusa: 9-3, Canada in ginocchio, due sconfitte consecutive dopo l’entusiasmo dei primi giorni.
La maledizione del primo end senza martello
Dunstone lo ha detto chiaro, subito: «Non avere il martello all’inizio è un colpo duro». E il copione si è ripetuto: due punti Usa già al primo end, uno di recupero canadese, poi altri due americani al terzo. Quando nel quinto end Shuster ha piazzato un poker di punti, il tabellone ha mostrato un umiliante 8-2. L’orgoglio di Dunstone ha portato un singolo nel sesto, ma la partita è finita anticipatamente al settimo: l’handicap era troppo largo.
Il record ora dice 2-2, numeri che non fanno emergere il sapore amaro di una prestazione sotto tono. «Siamo lontani dal nostro standard», ha ammesso lo skip di Winnipeg, «e la responsabilità è mia. Non posso permettere che due tiri avversari ci mettano in scia».

Il calendario non perdona: polonia e giappone in 12 ore
L’unico antidoto è il ghiaccio del mattino. Alle 8 locali Dunstone dovrà già riscattarsi contro la Polonia di Konrad Stych, poi, nella stessa giornata, affronterà il Giappone. Due partite in dodici ore per evitare che il torneo sfugga di mano. «Abbiamo ancora tutto in casa, ma serve un click immediato», ha tuonato il coach Caleb Flaxey, mentre Jeff Stoughton, il tecnico federale, limava la strategia notturna.
Intanto la classifica si muove: la Svizzera di Marco Hoesli resta l’unica imbattuta (4-0), la Scozia di Ross Whyte, che sabato sera aveva umiliato il Canada 8-3, sale a 3-2. E gli Stati Uniti, con Shuster in versione oro, tornano in parità.
Dunstone può solo guardare avanti. «Domani è un altro giorno, ma è anche l’ultima occasione per dire che siamo ancora in corsa». Il cronometro scorre. Il ghiaccio non perdona.