Fuggito dal petting zoo, il canguro salta un muro di 2,5 m e tiene in scacco un paese per tre giorni
Un canguro di 16 mesi ha scavalcato una recinzione di otto piedi, ha scavalcato il Wisconsin e per 72 ore ha trasformato Necedah in un set da caccia all’uomo con tanto di droni termici, 37.000 passi al giorno e un fiume gelato come unica via di fuga. Il suo nome è Chesney, pesa 18 chili, corre a 32 km/h e adesso è una star.
Il salto che ha spiazzato tutti
Mercoledì 25 marzo, verso le 11:15, alcuni cani randagi irruppero nel recinto di Sunshine Farm. Il branco non ha morso nessuno, ma ha acceso nel canguro l’istinto di sopravvivenza: «È volato via come un uccello», racconta la keeper Debbie Marland, ancora con le guance arrossate dal vento. Nessuno aveva mai visto un canguro saltare così in alto; il record australiano per la specie è 3 m, ma qui si parla di recinzione industriale. «Ho controllato i calcoli: due metri e mezzo di rete, più un arco di spinta. In pratica ha saltato un camion.»
Da lì è iniziata una caccia che ha mobilitato mezzo paese. Volontari, agricoltori, il barista del Main Street Café — tutti con l’immagine di Chesney sullo smartphone. «All’inizio ridevamo, poi ci siamo accorti che non era uno scherzo», dice Stacy Brereton, amica di Marland e prima a toccare il marsupiale dopo tre giorni. «Il timore era che finisse sulla 21, la statale che porta a Milwaukee. A quell’ora i camion fanno 70.»

Il drone che ha disegnato un dinosauro
Colton Johnson, titolare di Midwest Aerial Drone Services, ha trasformato il cielo di Necedah in un radar. «Il segnale termico di un canguro è un’anomalia: la coda lunga disegna una scia calda, il busto si muove a balzi, sembra un raptor che scappa dal Cretaceo.» Ha localizzato Chesney due volte, ma il canguro si è tuffato nel fiume Yellow e ha fatto perdere le tracce. «Quando un animale entra in modalità preda, il suo corpo diventa un motore. Non c’è drone che tenga.»
Venerdì notte il segnale si è spento per 14 ore. «Pensavamo fosse morto di ipotermia», confessa Marland. Invece Chesney dormiva sotto un cedro, con il muso infilato tra le radici per scaldarsi. Alle 7:02 di sabato è tornato verso la fattoria, spinto dall’odore di fieno e dal richiamo di Kenny, il compagno di box. Brereton si è seduta per terra, ha aperto le braccia. «Si è avvicinando piano, come un gatto che torna a casa dopo la notte.» Trenta secondi e il canguro si è lasciato sollevare: 18 chili di muscoli tremanti, fame e coccole.

Il conto e il lieto fine
Il costo operativo supera i 4.200 dollari: noleggio drone, benzina, barrette energetiche e 200 copie volantinate. Una fan ha già scritto un libro per bambini, Chesney the Jumping Roo, che Marland vuole pubblicare in proprio. «Non è solo un canguro, è il simbolo di un paese che ha imparato a contare su di sé.» Dal prossimo mese il recinto sarà coperto da una rete invisibile: «Non vogliamo togliere la vista del cielo, ma nemmeno regalare altri infarti.»
Chesney ora dorme sul divano di casa Marland, accanto a Kenny, entrambi avvolti in una coperta di lana. Il veterinario ha dato luce verde: «Muscoli intatti, solo qualche escoriazione. Gli ho prescritto sonno e crocchette d’erba.» La prossima apertura al pubblico è fissata per il 15 maggio. I biglietti sono già sold out: tutti vogliono un selfie con il canguro che ha saltato il mondo.
